{"id":6270,"date":"2025-07-22T00:07:16","date_gmt":"2025-07-21T22:07:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/?p=6270"},"modified":"2025-07-22T00:08:57","modified_gmt":"2025-07-21T22:08:57","slug":"guerra-dei-12-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/guerra-dei-12-giorni\/","title":{"rendered":"Cosa significa la guerra dei 12 giorni nel mondo post-occidentale. L\u2019opinione di de Vito"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">In termini di politica di potenza, la rivalit\u00e0 tra Israele e Iran, con la sua storia di ostilit\u00e0 latenti e di improvvise fiammate, rappresenta solo la punta pi\u00f9 avanzata delle dinamiche globali che sta progressivamente rimodellando l\u2019ordine mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019escalation della recente \u201cguerra dei 12 giorni\u201d con annesso intervento yaqui e successiva pace salomon-trampiana ha evidenziato in chiave contemporanea due certezze critiche del conflitto, destinate nel medio e lungo termine ad interpretare le sorti dell\u2019intera partita mediorientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima: Israele ha ribadito \u2013 strategicamente non poteva ulteriormente arretrare \u2013 la sua superiorit\u00e0 militare nell\u2019area, riaffermando una \u201creputazione di forza e risultato\u201d, una impeccabile capacit\u00e0 d\u2019intelligence, tecnologica e di organizzazione sul terreno; condizione che era stata erosa dalla crescita delle vicine potenze regionali (Turchia, Egitto in primis e Monarchie del Golfo) e dal loro attivismo nelle crisi regionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda: l\u2019intervento di&nbsp;<strong>Trump,<\/strong>&nbsp;bloccando di netto le ostilit\u00e0 e garantendo ambo le parti, ha affermato di fatto l\u2019impossibilit\u00e0 di vittorie a \u201csomma zero\u201d sul terreno, spostando di fatto gli equilibri del confronto su ulteriori tavoli tattici. Per la prima volta una guerra preventiva (lampo) israeliana non \u00e8 risolutiva, non marca il risultato strategico perseguito e non avanza nella sua sfera di vantaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difatti, La struttura di governo civico-religiosa iraniana, seppur colpita e decapitata in alcuni importanti settori militari e produttivi, rimane sostanzialmente intatta e saldamente al potere. Il concetto di \u201cregime change\u201d non sfiora neanche la societ\u00e0 iraniana che colpita, si \u00e8 strutturalmente comportata da Impero, producendo una reazione uguale e contraria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le difese aeree israeliane pur intercettando il 90% degli attacchi iraniani, per la prima volta hanno visto bucare il meta-rassicurante \u201ciron dome\u201d, il famoso sistema di difesa antimissile, generando un bilancio importante, in termini di cifre fredde \u2013 28 morti e circa 3000 feriti \u2013 e soprattutto violando la suggestione di poter tenere la \u201cguerra fuori casa\u201d, presentando le normali condizioni di vita. Una situazione effettivamente nuova, evidenziata anche da fonti americane, secondo le quali Israele avrebbe avuto ulteriori problemi nell\u2019intercettare missili balistici per un tempo eccessivamente prolungato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019altra parte, i dati forniti dal ministero della Sanit\u00e0 iraniano sono di 627 morti e i di 4870 feriti con la distruzione del programma sostanzialmente derubricato a danneggiamento\/rallentamento e le scorte di uranio, da pi\u00f9 fonti, ritenute preservate dai raid del 12 e 22 giugno sui tre siti di Fordow, Natanz e Isfahan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente siamo di fronte a un cambio radicale nel paradigma di confronto nel Big Game mediorientale: la forza esercitabile dall\u2019asse Israele-statunitense \u2013 sempre superiore ed imparagonabile \u2013 non \u00e8, per\u00f2 proporzionale all\u2019impegno, ovvero non \u00e8 spiegabile in un contesto di guerra di logorio con un avversario dalle dimensioni pi\u00f9 di 3 volte l\u2019Iraq e con 90 milioni di abitanti e in gran parte giovani, per dare solo alcuni elementi di paragone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Israele, tra l\u2019altro dovr\u00e0 interrogarsi sulla sua futura capacit\u00e0 di resilienza tenendo conto dell\u2019evolversi della sua peculiare composizione sociale. Su un totale di circa 10 milioni di popolazione residente, il 20%, circa 2 milioni, sono arabo-israeliani, una componente \u201ctollerata\u201d se non considerata para-ostile nel dibattito interno e, tra l\u2019altro, destinata ad aumentare per il suo forte tasso di natalit\u00e0. L\u2019alta minoranza di notevole impatto sono gli ebrei ultraortodossi (Haredim) che rappresentano il 13% della popolazione, circa un milione e duecentomila, anch\u2019essa in forte aumento con una stima di crescita in dieci anni al 16%, (circa 2 milioni). Gli Haredim se da una un lato svolgono un ruolo sempre pi\u00f9 determinante nelle dinamiche di governo nella Knesset, dall\u2019altro l\u2019esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshiva \u00e8 una delle principali fonti di tensione tra la comunit\u00e0 ultraortodossa e il resto della societ\u00e0 israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esenzione risale alla fondazione dello Stato di Israele nel 1948, quando il primo Primo Ministro,<strong>&nbsp;David Ben Gurion,<\/strong>&nbsp;concesse a un piccolo gruppo di studiosi talmudici la possibilit\u00e0 di evitare il servizio militare per dedicarsi allo studio della Torah. All\u2019epoca, si trattava di sole poche centinaia di persone, mentre oggi le argomentazioni sono essenzialmente identitarie, per la sopravvivenza spirituale e di missione del popolo ebraico, servizio che gli Haredim considerano paragonabile al servizio militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il resto della popolazione circa sei milioni di persone costituisce la parte attiva, critica e di difesa della nazione e, peraltro rappresenta l\u2019unica componente statica, non avendo importanti tassi di nascita. I dati demografici del 2024 rivelano un fenomeno di controtendenza che non si deve assolutamente sottovalutare nell\u2019analisi costruttivista e di prospettiva. L\u2019emigrazione (Yerida) \u00e8 stata di circa 82.000 israeliani; un numero significativamente pi\u00f9 alto rispetto agli anni precedenti al conflitto, mentre l\u2019immigrazione (Aliyah), nonostante tutto, si \u00e8 assestata ad un flusso di entrata di 35.000 unit\u00e0 \u2013 pi\u00f9 23.000 circa israeliani che erano all\u2019estero sono rientrati nel Paese -, con un saldo migratorio netto negativo di circa 18.000 persone; un dato che non si registrava dagli anni \u201950.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lunga partita del Middle East segna una nuova tappa del suo tormentato cammino; da qui a dieci anni, Israele in primis, dovr\u00e0 accuratamente prendere in considerazione le mutazioni sociali del suo corpo resiliente, specialmente quando la superiorit\u00e0 del fattore tecnologico dar\u00e0 ancora pi\u00f9 spazio alla densit\u00e0 sul terreno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trump per quanto appaia arzigogolato nei suoi interventi in politica internazionale, sul punto ha ben compreso le difficolt\u00e0 e i pericoli di una esposizione prolungata in Iran, di un coinvolgimento senza exit strategy e ha imposto uno stop tattico che descrive perfettamente la cifra del suo realismo politico nella gestione degli affari internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Europa c\u2019\u00e8 ancora tanta difficolt\u00e0 ad interpretare la nuova dottrina iperrealista americana che ha ben in conto i rischi e le opportunit\u00e0 dei nuovi centri di potere mondiali e con essi negozia interessi economici e di sicurezza. Questo vale per l\u2019Ucraina, per il Medioriente e per tutti i dossier internazionali prescindendo dagli (storici) schemi di alleanza predefinite. Siamo in un mondo post-Occidentale come gi\u00e0&nbsp;<strong>Josep Borrell<\/strong>&nbsp;aveva avvertito.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In termini di politica di potenza, la rivalit\u00e0 tra Israele e Iran, con la sua storia di ostilit\u00e0 latenti e di improvvise fiammate, rappresenta solo la punta pi\u00f9 avanzata delle dinamiche globali che sta progressivamente rimodellando l\u2019ordine mondiale. L\u2019escalation della recente \u201cguerra dei 12 giorni\u201d con annesso intervento yaqui e successiva pace salomon-trampiana ha evidenziato &#8230; <a title=\"Cosa significa la guerra dei 12 giorni nel mondo post-occidentale. 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