{"id":6233,"date":"2025-04-14T01:02:28","date_gmt":"2025-04-13T23:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/?p=6233"},"modified":"2025-04-14T01:03:40","modified_gmt":"2025-04-13T23:03:40","slug":"interventi-a-impatto-cognitivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/interventi-a-impatto-cognitivo\/","title":{"rendered":"Interventi a impatto cognitivo e guerra ibrida"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La manipolazione di natura cognitiva rappresenta notoriamente una delle pi\u00f9 formidabili&nbsp; armi oggi utilizzabili nella guerra ibrida, in quanto l\u2019impatto della veicolazione di messaggi subdolamente misinformativi e disinformativi (MeD), nella misura in cui viene percepito come eccessivamente rischioso o minaccioso per una fisiologica competizione tra Stati,&nbsp; porta alla trasformazione della cosiddetta Gray Zone(1) in un\u2019area weaponizzata. Ancorch\u00e8 tali messaggi siano il frutto di confezionamenti mediatici che non facilmente consentono di risalire all\u2019identit\u00e0 dei relativi mandanti. La circolazione di questo tipo di informazioni in rete \u00e8 inoltre uno strumento chirurgicamente mirato a minare specifiche formazioni del consenso\/dissenso politico rispetto ad altri, anch\u2019essi tipici della Gray Zone, quali, in primis il softpower, e in particolare quello rappresentato dai videogames, formidabilmente capace di creare e veicolare risentimenti sociali verso obiettivi&nbsp; politici, ma senza dimenticare inoltre l\u2019arma normativa della guerra economica, gli attacchi cyber e le varie forme di sabotaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente, la percezione della portata dei MeD sul piano geopolitico \u00e8 cos\u00ec elevata che nel Global Risks Report del World Economic Forum(2) il&nbsp; rischio di disinformazione e misinformazione \u00e8 citato al quarto posto tra i 10 rischi globali censiti, e risulta invece al primo posto tra quelli con manifestazione impattante nel breve termine (due anni). Specifiche investigazioni sulla insidiosit\u00e0 dei MeD sono inoltre presentate da piattaforme quali The Global Disinformation Index o National Endowment for Democracy, in particolare per quanto concerne la protezione degli spazi informativi.(3)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le modalit\u00e0 di manifestazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Affinch\u00e8 il messaggio veicolabile con la diffusione goccia a goccia delle informazioni sui media possa generare l\u2019impatto desiderato, la strategia \u00e8 quella di affinarne i contenuti, caratterizzandoli in relazione alle modalit\u00e0 con le quali&nbsp; singoli soggetti, o gruppi individuati\/profilati come target, procedono alla loro elaborazione\/metabolizzazione conoscitiva. E comunque sfruttando algoritmi che amplificano tutto ci\u00f2 che colpisce l\u2019immaginazione, l\u2019emotivit\u00e0 o la paura. I contributi scientifici cui fare riferimento nell\u2019analisi dei processi, in base ai quali ottenere il risultato della persuasione di nuovi paradigmi interpretativi emergenti, e del conseguente spostamento di opinione politica, attingono a svariate fonti: dai ritrovati della guerra psicologica (psywar) a quelli&nbsp; della neuro-politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una disciplina ibrida, quest\u2019ultima,&nbsp; focalizzata primariamente sul comportamento del policy maker, e sulle sue decisioni, sulla base dei dettami delle neuroscienze che studiano il funzionamento del cervello. Trattasi di contributi che vanno comunque valutati con la cautela imposta dal confronto con materie di elevata complessit\u00e0 interpretativa. Complessit\u00e0 rinvenibile ad es. nell\u2019approccio della psicologia politica(4), che utilizza concetti desunti da una vasta gamma di altre discipline, tra cui: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antropologia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">antropologia<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sociologia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sociologia<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Relazioni_internazionali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">relazioni internazionali<\/a>, ecc(5). Pur tenendo conto delle precauzioni intellettive con le quali affidarsi agli studi della neuropolitica(6), va a tale approccio ascritto il beneficio di poter contribuire all\u2019approfondimento delle analisi di natura geopolitica anche con una&nbsp; visione <em>antropica<\/em>, e di proporre quindi investigazioni incentrate primariamente sulla personalit\u00e0 del policy maker, sulla capacit\u00e0 di leadership esercitata ed esercitabile, sulla eventuale influenza\/dipendenza su di esso dagli spin doctor di cui si fida, sui fattori ideologici o sentimental-patriottici che lo animino, in quanto influenti nel calcolo della razionalit\u00e0 richiesta per l\u2019ideazione di strategie geopolitiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si considerino al riguardo gli impatti cognitivi riconducibili all\u2019associazione tra argomenti prescelti per la narrazione, e&nbsp; gergo e stile narrativo di leader politici di alcune grandi potenze.<br>Quanto sopra tenendo comunque presente che fenomeni a vario titolo di disinformazione\/misinformazione non vanno naturalmente ascritti alle sole azioni informative malevole con focus operativo&nbsp; su di un paese o gruppo di opinionisti target, e condotte da parte di agenti operanti per conto di nazioni estere geopoliticamente rivali od ostili, ma anche a quelle realizzate&nbsp; da parte di governi nazionali \u2013 o di coalizioni di partiti candidati a governare \u2013 animati da aspirazioni demagogiche, ancorch\u00e8 non necessariamente autocratiche. In relazione, ad esempio, a quelle azioni convenzionalmente ricadenti nell\u2019alveo della propaganda politica, non si pu\u00f2 non accennare agli effetti della sottile mistificazione con la quale questi soggetti cercano di affermare visioni del passato del loro stesso paese pi\u00f9 \u201coscurantiste\u201d di quanto platealmente percepibile, al solo scopo di contrapporvi la loro&nbsp; alternativa come \u201csalvifica\u201d.<br>In un periodo preelettorale le mire politiche sottostanti possono infatti tendere anche a provocare una possibile alterazione della realt\u00e0 documentabile, grazie all\u2019impatto di <em>reazioni emotive,<\/em> o di istanze patriottiche o vittimistiche, capaci comunque di <em>confondere<\/em>, nella mente degli elettori, la mappa delle priorit\u00e0, da attribuire ad esempio ai valori umani, rispetto ad interessi economici specifici.(7) Inoltre, sono gi\u00e0 stati analizzati da varie ricerche di psicologia politica(8) gli assunti del cognitivismo, che spiegano come il comportamento nel voto elettorale sia fondamentalmente frutto di processi di conoscenza, che maturano in flussi di coesistenza tra riflessione ed emozione. E al cui operato concorrono sia le rappresentazioni mentali depositatesi nel corso del tempo, con il precognito e la formazione culturale, sia le modalit\u00e0 di elaborazione quotidiana della conoscenza in ambito sociale, intese in termini di information-processing e di relativo impatto emotivo. L\u2019obiettivo MeD, a tale fine connesso, sul piano della psicologia della cognizione \u00e8 raggiungibile anche grazie al poter limitare, tra gli altri,&nbsp; gli effetti del bias cosiddetto di \u201coverconfidence\u201d, relativo alla eccessiva sicurezza in ci\u00f2 in cui si \u00e8 creduto per lungo tempo, e ad alimentare \u2013 per converso \u2013 &nbsp; il sempre pi\u00f9 diffuso bias di \u201ctemporal proximity\u201d, che spinge ad attribuire maggiore importanza agli eventi recenti, o a basarsi sulle prime informazioni reperite. In tal senso la semplificazione del linguaggio delle fake news sui social facilita la strumentalizzazione politica del loro contenuto ai fini della successiva radicalizzazione dell\u2019opinione. Obiettivo quest\u2019ultimo tentativamente raggiungibile, secondo tale approccio analitico, ricorrendo a messaggi propagandistici affidati ad una narrazione accattivante \u2013 se non messianica \u2013 &nbsp; che favoriscono la ripetuta&nbsp; <em>concentrazione emotiva<\/em>(9) su processi\/eventi\/fenomeni che, per colpire emotivamente, devono qualificarsi come iconici&nbsp; (ad. es. insicurezza, inflazione su prodotti di consumo quotidiano, e soprattutto immigrazione, ecc.);&nbsp; da soli in grado di monopolizzare il giudizio personale, che dovrebbe invece risultare sempre frutto di una valutazione politica il pi\u00f9 possibile <em>olistica<\/em>, e capace di evitare forme di scollamento tra economia e <em>sentiment<\/em>, cos\u00ec come risentimenti in grado di prevalere sempre sulle ragioni del portafoglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo punto di vista la caratterizzazione dell\u2019information processing spiega la rilevanza anche di azioni ad impatto cognitivo assimilabile a quello che potremmo ragionevolmente definire pi\u00f9 precisamente come&nbsp; \u201cmisinformazione per incompletezza\u201d, piuttosto che come mix di vero e di falso. E rinvenibile in slogan o proclamazioni&nbsp; di natura propagandistica \u2013 talora presente in programmi politici a spiccata vocazione populista e anti-establishment \u2013 che propongono programmi di politica sociale ad impatto positivo sul benessere economico <em>nell\u2019immediato<\/em>,(10) ma certamente negativo nel medio-termine; e per\u00f2 difficile da indagare\/esplicitare in termini tecnici a potenziali elettori ormai abituati al solo linguaggio&nbsp; semplificato dei social, quasi binario quando si limita alle definizioni di giusto, sbagliato(11). Da quanto sopra indicato, \u00e8 curioso osservare che le tre principali forme di disinformazione\/disinformazione rispecchiano, per analogia, i contenuti della formula del giuramento che veniva richiesta ai testimoni nei tribunali americani: dire <em>la verit\u00e0<\/em>, <em>tutta la verit\u00e0<\/em>, <em>niente altro che la verit\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine gli obiettivi della manipolazione non si esauriscono con quelli di natura pre-elettorale, raggiunti quando l\u2019impatto informativo ha contribuito&nbsp; a spostare \u201csufficientemente\u201d le preferenze dei votanti&nbsp; verso la coalizione politica gradita al manipolante, ma anche nel post-elettorale, quando l\u2019obiettivo diviene evitare\/allontanare nel tempo l\u2019approvazione di specifiche misure politiche sgradite, ancorch\u00e8 lungimiranti, rendendole&nbsp; \u2013 nelle indagini dei sondaggisti&nbsp; \u2013 difficili da condividere da parte di&nbsp; una platea di intervistati costretti ad una selezione di contenuti mediatici entro una cronaca politica quotidiana&nbsp; offuscata ed immersiva come quella attuale. Con l\u2019obiettivo di rendere&nbsp; ancor pi\u00f9 difficile il raggiungimento dei compromessi politici necessari alla sopravvivenza delle stesse coalizioni al governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali difese dalla manipolazione informativa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando alla Gray Zone ed alla guerra ibrida va detto che, nonostante la complessit\u00e0 intrinseca dei MeD e del loro disvelamento, vengono oggi contrastati da una significativa limitazione operativa sul piano istituzionale, ancorch\u00e8 non ancora massiva(12). Nonostante gli obiettivi sfumati ed il manto di innocuit\u00e0 di tali forme di manipolazione cognitiva, esse non stanno infatti sfuggendo all\u2019occhiuto controllo di policy maker nazionali \u2013 e anche sovranazionali \u2013 coinvolti in una produzione normativa di carattere oppositivo e difensivo dai connessi impatti socio-economici e politici dei MeD,&nbsp; e mirante a fare emergere il contenuto di infrazione di natura legale ad essi riconducibili. Basti ricordare il kit(13) di strumenti recentemente sviluppato dalla UE ai sensi del Digital Services Act, che&nbsp; mira a fornire un concreto contributo all\u2019impegno dell\u2019intera societ\u00e0 per proteggere \u201cex ante\u201d l\u2019integrit\u00e0 dei processi elettorali nell\u2019Unione Europea, e con l\u2019obiettivo ultimo di proteggere i diritti fondamentali dei cittadini dell\u2019UE, in particolare la libert\u00e0 di espressione e di informazione, il diritto di voto e il diritto di eleggibilit\u00e0.(14)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, a seguito dell\u2019irrompere dell\u2019Intelligenza Artificiale e dell\u2019amplificato impatto manipolativo cui pu\u00f2 dare luogo con anonimato e deepfake, il legislatore comunitario ha legiferato anche con l\u2019AI ACT (Reg UE 2024\/1689). Che, all\u2019art 5, dispone che sono vietati sistemi di AI che utilizzano tecniche che agiscono subliminalmente, quindi senza che una persona sia consapevole, come anche tecniche manipolative o ingannevoli al fine di distorcere il comportamento di una persona o per interferire in processi democratici. La risposta di molte piattaforme di rete, anche per motivi connessi agli eventuali costi reputazionali riconducibili all\u2019opinione di apparire veicoli della disinformazione, \u00e8 stata quella di dotarsi di specifiche sezioni operative del loro staff con mission dedicata alla moderazione\/rimozione dei contenuti, a valere sull\u2019operato dei loro algoritmi fortemente incentrati sull\u2019indicatore della plausibilit\u00e0 statistica. Ma, con l\u2019entrata in vigore del Digital Services Act (Sez III di tale Regolamento) le grandi piattaforme hanno dovuto a tal fine affidarsi anche a quelli dei cosiddetti Trusted Flaggers certificati, entit\u00e0 individuati e qualificate come tali dal Coordinatore dei servizi digitali di ciascuno Stato membro. Per quanto i Trusted Flaggers possano verosimilmente ricorrere ad indicatori pi\u00f9 estesi di quelli delle piattaforme, come ad es. quello della dimostrabilit\u00e0 per intuizione, a parere di chi scrive&nbsp; il loro compito nel campo della rimozione di \u201ccontenuti illeciti\u201d afferenti la manipolazione subliminale appare certamente molto pi\u00f9 complesso di quello richiesto per&nbsp; individuare i soli contenuti esplicitamente incitanti all\u2019odio od al terrorismo.(15)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, se le info in rete operano a livello globale, evidenti discrasie normative si stanno manifestando tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Da quanto si apprende sui media,infatti(16) il proprietario della piattaforma Meta, presumibilmente molto sensibile a forme di censura legale, si \u00e8 recentemente espresso in favore di una <em>maggiore libert\u00e0 di espressione,<\/em> ottenibile anche abbandonando il proprio sistema di fact checking certificati, e sostituendolo con quello delle Community Notes degli utenti. Trattasi di un atto che sottende una evidente rottura culturale sul piano politico, visto che i fact-checker sono stati definiti dallo stesso come troppo schierati politicamente.&nbsp; Decisione quindi che, sul piano del contrasto alla manipolazione, appare comunque controversa; dato che affidare al trionfo dell\u2019opinabilit\u00e0 e dell\u2019opinionismo dei commenti e contro-commenti degli utenti il verdetto sulla veridicit\u00e0 di una notizia, pu\u00f2 al contrario generare maggiore frammentazione e confusione concettuale. Anche se riesce sicuramente nell\u2019obiettivo di trattenere maggiormente legati alla piattaforma gli utenti, con i benefici che ne conseguono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 inoltre la combinazione delle potenzialit\u00e0 dell\u2019AI con quella di algoritmi&nbsp; in grado di riconoscere gli argomenti pi\u00f9 importanti in ogni momento della giornata, oggi a disposizione di leader governativi, che operante in un governo rivale consente quasi in tempo reale di efficientare il tuning&nbsp; sia di numero che di qualit\u00e0 dei messaggi di informazione\/manipolazione, per massimizzare l\u2019effetto politico delle esternazioni di questi leader. All\u2019insegna di una ormai consolidantesi <em>tech driven politics<\/em>, si pone allora un problema aggiuntivo. Quello di evitare che il policy maker non venga influenzato\/catturato dal gestore\/ideatore dall\u2019algoritmo, qualora non potesse avere sufficiente capacit\u00e0 di reazione critica nel distinguere l\u2019interesse nazionale da quello del privato gestore dell\u2019algoritmo(17).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia, infine, la delicata tematica delle implicazioni delle svariate forme di manipolazione con finalit\u00e0 geopolitica dovrebbe potersi basare primariamente sull\u2019operato dell\u2019\u00e9lite dei&nbsp; <em>fact-checkers di info open source<\/em> attivi nell\u2019ambito dei servizi di informazioni per la sicurezza. E ci\u00f2 anche in vista di una rimodulazione operativa delle modalit\u00e0 della loro attivit\u00e0, che ne consenta la collaborazione con le universit\u00e0 nell\u2019applicazione di supporti tecnico-investigativi, come ad es. nell\u2019interpretazione di narrazioni giornalistiche di subdola pericolosit\u00e0 per la sicurezza nazionale. (18)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se,&nbsp; per contrastare in forma strutturale la valenza della manipolazione online, ruolo primario dovrebbe essere affidato anche alla scuola. E oggi si potrebbe puntare proprio sui previsti corsi di anti <em>brain-rot<\/em> nelle scuole per ampliare la portata didattica delle soluzioni da proporre per disincentivare negli alunni l\u2019eccesso di dipendenza dai social, fornendo ai docenti strumenti metodologici che li aiutino nel far crescere negli allievi spirito critico di selezione e verifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Massimo Ortolani \u00e8 economista, consulente internazionale per la UE e docente di master universitari, con focus sull\u2019intelligence economico-finanziaria, geopolitica e rischi alla sicurezza nazionale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(1)&nbsp;&nbsp;In merito alla nozione di <a href=\"https:\/\/specialforcestraining.info\/topics\/gray-zone.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gray Zone: Zona grigia<\/a> e anche <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2025\/02\/guerra-ibrida-la-miglior-difesa-e-leducazione-ecco-perche\/#content\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guerra ibrida, la miglior difesa \u00e8 l\u2019educazione. Ecco perch\u00e9 \u2013 Formiche.net<\/a> \u2013 Ma va anche tenuto presente che, oggi, la guerra cognitiva per il controllo delle menti dei soldati \u00e8 stato uno degli argomenti affrontati ai Military Talks di Parigi lo scorso 10 Febbraio, assieme a quello di come formarli non pi\u00f9 solo alla resistenza fisica ma, appunto, anche a quella cognitiva<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(2) <a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/publications\/global-risks-report-2025\/digest\/#:~:text=The%2020th%20edition%20of%20the%20Global%20Risks%20Report,societal%20and%20technological%20challenges%20threaten%20stability%20and%20progress.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Global Risks Report 2025 | World Economic Forum<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(3) <a href=\"https:\/\/www.disinformationindex.org\/blog\/2024-03-06-gdis-top-trends-of-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>The Global Disinformation Index<\/u><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.ned.org\/about\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Informazioni sul National Endowment for Democracy \u2013 NATIONAL ENDOWMENT FOR DEMOCRACY<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(4) Come ad esempio la <em>relazione bidirezionale<\/em> che sta alla base delle indagini della cosiddetta <em>psicologia politica<\/em>, in cui la psicologia viene utilizzata come strumento per comprendere la politica, e la politica utilizzata come mezzo per comprendere la psicologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(5) Mentre, per il passato, non vanno trascurati gli esiti dei programmi di ricerca sul funzionamento della mente, finanziati sia dagli americani che dai sovietici, ai tempi della guerra fredda. Ma che oggi, ovviamente, oggi scontano gli effetti del cambiamenti sociali e culturali sulle risposte mentali. Ved. Emanuel Pietrobon: <a href=\"https:\/\/www.centromachiavelli.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Dossier-42-Guerra-cognitiva.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dossier-42-Guerra-cognitiva.pdf<\/a> \u2013 &nbsp;Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(6) <a href=\"https:\/\/www.eurasia-rivista.com\/la-neuropolitica-americana-come-possibile-chiave-interpretativa-della-politica-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>La \u201cNeuropolitica americana\u201d come possibile chiave interpretativa della politica internazionale ? \u2013 Eurasia | Rivista di studi geopolitici<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(7) Sul piano macroeconomico basti citare l\u2019effetto del <em>martellamento informativo<\/em> \u2013 grazie ai social \u2013 capace di generare adesione sociale ad azioni di politica economica di rilievo strategico: si consideri la maggioranza che in UK si \u00e8 dichiarata favorevole alla Brexit<strong>,<\/strong> per poi pentirsene in gran parte. Ovvero le narrazioni governative con le quali, in autocrazie in guerra \u2013 colpite da pesanti sanzioni internazionali \u2013&nbsp; e quindi soggette a significativi impatti in termini di inflazione e scarsit\u00e0 di prodotti, si riesce ad incentivare la diffusa convinzione tra la gente comune che tali fenomeni sono solo frutto del mercato e dell\u2019andamento dell\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(8) <a href=\"https:\/\/www.stateofmind.it\/2016\/01\/psicologia-politica-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Psicologia politica: le basi cognitive delle scelte di voto \u2013 State of Mind<\/u><\/a> , ved. anche: Andrea Lavazza: Neuroetica e Neuropolitica&nbsp; <a href=\"http:\/\/www.researchgate.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>www.researchgate.net<\/u><\/a> Inoltre, Pag 45 \u2013 Rivista ECO \u2013&nbsp; n. 7 \/2024:&nbsp; \u201cE\u2019 plausibile che attraverso il voto si dia sfogo a emozioni come la delusione per aspettative disattese o la rabbia per una situazione ritenuta ingiusta\u201d-<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(9) Molto nota la fake news sul politico tedesco Olaf Scholz, che sarebbe stato proprietario di una villa da 90 milioni ad Hollywood, prima che il rogo di Los Angeles la incenerisse. Un tipico esempio di fake news molto difficile da smascherare, se diffuso nell\u2019imminenza di elezioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(10) Va in proposito tenuto presente che, purtroppo, l\u2019humus informativo che genera l\u2019effetto eco della manipolazione non comprende solo le vere fake news sfuggite al controllo, o non ritenute tali, influendovi anche le notizie fuorvianti connesse ad interpretazioni erronee di fatti e la diffusione in buona fede di materiale inesatto. Da tenere infine presente che i contenuti fake vengono scritti o divulgati con linguaggio ed immagini tali da essere rese il pi\u00f9 possibile comprensibili al considerevole numero di analfabeti \u201cfunzionali\u201d presente, ad esempio, in un paese come il nostro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(11) Peraltro, non \u00e8 il solo martellamento sui social da tenere presente al riguardo. A contribuire alla formazione di opinioni geopoliticamente allineate a quelle propiziate da certi Stati, o gruppi di Stati, possono concorrere non solo gli strumenti mediatico-culturali tipici del softpower, come gi\u00e0 detto, ma anche la diffusione in rete di visioni geostrategiche delle relazioni internazionali di supporto all\u2019assetto&nbsp; valoriale di taluni Stati rispetto ad altri. Di rilievo al riguardo le sintesi giornalistiche di ricerche, prodotte da taluni Think Tanks&nbsp; potenzialmente sospettabili di trasparenza su tematiche fortemente divisive nell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(12) E, per\u00f2, anche il contrasto delle fake news plateali trova&nbsp; limiti intrinseci, in quanto non va&nbsp; sempre e comunque attuato con azioni simmetriche anti-falsit\u00e0 in quei casi in cui, se il soggetto target \u00e8 un personaggio ad esposizione politica, la confutazione mediatica produrrebbe solo il risultato di amplificarne l\u2019eco, e di ingenerare comunque dubbi&nbsp; sulla reputazione del target.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(13) <a href=\"https:\/\/digital-strategy.ec.europa.eu\/en\/news\/commission-presents-new-best-practice-election-toolkit-digital-services-act\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>La Commissione presenta un nuovo kit di strumenti elettorali basato sulle migliori pratiche relative alla legge sui servizi digitali | Plasmare il futuro digitale dell\u2019Europa<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;(14) Sul piano della <em>sicurezza nazionale<\/em> statunitense merita aggiungere che la Corte Suprema si \u00e8 appellata al&nbsp; Protecting Americas from Foreign Adversary Controlled Applications Act del 2024, per tentare di bloccare la subliminale minaccia riconducibile alla piattaforma TikTok. Prima della sospensione operata da Trump con l\u2019intento di imbrigliare\/fare conoscere il funzionamento dei suoi algoritmi agli eventuali nuovi partner statunitensi. Mentre l\u2019apparizione di DeepSeek, il large language model cinese disponibile in open source, ha spinto due parlamentari Usa a proporre una legge che lo bandisca, nel timore che l\u2019app installata su smartphone e tablet serva a fornire informazioni sugli utenti al governo cinese. Ved: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2025\/02\/huawei-tiktok-deepseek-sicurezza\/#content\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Dopo Huawei e TikTok, \u00e8 DeepSeek la nuova minaccia per la sicurezza nazionale Usa? \u2013 Formiche.net<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(15) Questo il sito di un Trusted Flagger certificato&nbsp; greco: <a href=\"https:\/\/www.factchecker.gr\/category\/politics\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Politica \u2013 Verifica dei fatti sulla Grecia<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(16) <a href=\"https:\/\/tg.la7.it\/esteri\/zuckerberg-cancella-fact-checker-community-notes-08-01-2025-229502\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>Perch\u00e9 Zuckerberg cancella i fact checker e cos\u2019\u00e8 il sistema community notes<\/u><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(17) Su tale aspetto si veda l\u2019articolo: \u201cI messaggi di Trump e la bussola dei big data\u201d&nbsp; a firma di Luca de Biase \u2013&nbsp; IlSole24Ore del 26\/02\/2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;(18) <a href=\"https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/lintervento-del-sottosegretario-mantovano-allevento-le-culture-dell-intelligence-economica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019intervento del Sottosegretario Mantovano all\u2019evento \u201cLe culture dell\u2019intelligence economica nell\u2019infosfera\u201d | www.governo.it<\/a> \u201cHo qualche dubbio, spero condiviso, sull\u2019innocenza degli speculatori: senza escludere che dietro alcune manovre speculative si celano interessi non puramente economico-finanziari, per es. quello di contrastare alcune azioni di governo non gradite. Il problema \u00e8 per\u00f2 che queste \u201ccattive notizie\u201d, di cui gli speculatori sarebbero meri messaggeri, a <strong>volte non sono tali oggettivamente: costituiscono narrazioni<\/strong> (grassetto di redazione) con cui vengono rappresentate, appunto, nell\u2019 \u201cinfosfera\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La manipolazione di natura cognitiva rappresenta notoriamente una delle pi\u00f9 formidabili&nbsp; armi oggi utilizzabili nella guerra ibrida, in quanto l\u2019impatto della veicolazione di messaggi subdolamente misinformativi e disinformativi (MeD), nella misura in cui viene percepito come eccessivamente rischioso o minaccioso per una fisiologica competizione tra Stati,&nbsp; porta alla trasformazione della cosiddetta Gray Zone(1) in un\u2019area &#8230; <a title=\"Interventi a impatto cognitivo e guerra ibrida\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/interventi-a-impatto-cognitivo\/\" aria-label=\"En savoir plus sur Interventi a impatto cognitivo e guerra ibrida\">Lire la suite<\/a><\/p>","protected":false},"author":25,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_ppma_block_editor_authors":""},"categories":[31],"tags":[],"ppma_author":[63],"class_list":["post-6233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-focus"],"authors":[{"term_id":63,"user_id":25,"is_guest":0,"slug":"massimo-ortolani","display_name":"Massimo Ortolani","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/067c46ae9bc5ea47994273f6133ef07b106108e4b81ab81f3cb0b669bc3666ff?s=96&d=mm&r=g","author_category":"","first_name":"Massimo","last_name":"Ortolani","user_url":"","job_title":"","description":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6233\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6233"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=6233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}