{"id":6071,"date":"2024-10-09T14:35:52","date_gmt":"2024-10-09T12:35:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/?p=6071"},"modified":"2024-10-29T14:37:57","modified_gmt":"2024-10-29T13:37:57","slug":"elezioni-del-parlamento-europeo-e-conseguente-nuova-commissione-nella-prospettiva-del-futuro-dell-unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/elezioni-del-parlamento-europeo-e-conseguente-nuova-commissione-nella-prospettiva-del-futuro-dell-unione-europea\/","title":{"rendered":"Elezioni del Parlamento Europeo (e conseguente nuova commissione) nella prospettiva del futuro dell&#8217; Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p><a id=\"post-6071-page1\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO (E CONSEGUENTE NUOVA COMMISSIONE) NELLA PROSPETTIVA DEL FUTURO DELL\u2019UNIONE EUROPEA<\/p>\n<p>di Massimo Fragola*<\/p>\n<p>Sommario: 1. Premessa. \u2013 2. Note sulle future relazioni \u00abpolitiche\u00bb interistituzionali tra Commissione e Consiglio europeo. \u2013 3. Sulla rielezione\/nomina del presidente della Commissione europea. \u2013 4. Segue. L\u2019intricata procedura di nomina del presidente dell\u2019esecutivo eurounionale e dell\u2019intera Commissione. La procedura dello <em>spitzenkandidat<\/em>. Una conclusione aperta al futuro.<\/p>\n<p>1.Nel ringraziare preliminarmente i Direttori della Rivista per avermi invitato, mi preme sottolineare che cercher\u00f2 di essere il pi\u00f9 rispettoso possibile del tema affidatomi e, quindi, svolger\u00f2 le mie riflessioni rimanendo nell\u2019alveo del tema assegnatomi; ci\u00f2 comporter\u00e0 una inevitabile sinteticit\u00e0 in alcuni passaggi ricostruttivi, dovendo dare per conosciuti una serie di aspetti.<\/p>\n<p>Il processo di costituzionalizzazione comunitario (o \u00abeurounitario\u00bb), si presenta, a noi studiosi della materia (e non soltanto a noi \u00abcomunitaristi\u00bb), come uno straordinario laboratorio per ripensare il nostro linguaggio e, pi\u00f9 in generale, i concetti costituzionali, quali, per esempio, sovranit\u00e0, rappresentanza, cittadinanza e quindi revisione.<\/p>\n<p>Da anni ormai, e da pi\u00f9 parti, si sollecitano modifiche sostanziali della organizzazione istituzionale dell\u2019Unione europea (UE) e dei suoi obiettivi, sostenendo a giustificazione della prospettiva prescelta, che l\u2019unica <em>chance<\/em> per il futuro dell\u2019Unione sia la radicale riforma dei trattati, per di pi\u00f9, secondo autorevole dottrina, in una prospettiva fortemente federalista1.<\/p>\n<p>Indubbiamente si tratta di suggestioni condivisibili, sebbene, sia lo strumento della revisione attualmente in vigore, sia la concretizzazione dell\u2019idea di \u00abStati Uniti d\u2019Europa\u00bb2 &#8211; entrambi intimamente collegati \u2013 appaiano, al momento, obiettivi difficili da perseguire per varie motivazioni giuridiche e (soprattutto) politiche3, che cercheremo di analizzare ancorch\u00e9 in modo incompleto e non definitivo.<\/p>\n<p>In primo luogo, vale la pena ricordare la procedura \u00abistituzionale\u00bb4 di riforma dei trattati ex art. 48 TUE.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-1.png\" class=\"wp-image-6072\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-1.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-1-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-1-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-1-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<p>*gi\u00e0 docente di Diritto dell\u2019Unione europea nella Universit\u00e0 della Calabria, Presidente del Seminario Permanente di Studi Internazionali (SSIP).<\/p>\n<ul>\n<li>\n    Discorso di Mario Draghi a La Hulpe il 17 aprile 2024 durante la conferenza di alto livello sul pilastro europeo dei diritti sociali organizzata dalla presidenza di turno Ue del Belgio. Consultabile in https:\/\/tg.la7.it\/politica\/disorso-integrale-mario-draghi-17-04-2024-211024; ma anche, da ultimo, E. BONINO, V. DASTOLI, <em>A che ci serve l\u2019Europa<\/em>, Padova, 2024.<\/li>\n<\/ul>\n<p>2 Come preconizzato dal Manifesto di Ventotene del 1941 concepito da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi (e Altri).<\/p>\n<ul>\n<li>\n    Su cui rinvio alla recente analisi di N. PIROZZI, <em>L\u2019Europa matura. Le crisi globali, le riforme necessarie e il formidabile futuro dell\u2019Unione<\/em>, Milano, 2024, in particolare p. 92-93.<\/li>\n<\/ul>\n<p>4 Per \u00abistituzionale\u00bb (riferendomi all\u2019UE) mi aspetterei una procedura equanime tra Parlamento, Consiglio e Commissione.<\/p>\n<p>Viceversa, dalla lettera e dalla sostanza dell\u2019art. 48 TUE si evince che la procedura (o le procedure) sono prerogative, in primis, del Consiglio europeo sul piano della decisione politica iniziale e, infine di procedura, dai Parlamenti nazionali (ed eventuali referendum), giacch\u00e9, le modifiche entreranno in vigore negli ordinamenti nazionali solo dopo essere state ratificate da tutti gli<\/p>\n<p>1<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page2\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, i trattati possono essere modificati nel rispetto di una procedura di revisione \u00abordinaria\u00bb, ovvero, conformemente a procedure di revisione \u00absemplificate\u00bb (par. 1), queste ultime, tuttavia, destinate a modificare le disposizioni esclusivamente della Parte Terza del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea (TFUE) relativa alle politiche e alle azioni interne dell\u2019Unione5.<\/p>\n<p>Predominante, appare, la componente intergovernativa dell\u2019intera procedura di riforma [governi nazionali, Consiglio europeo, Consiglio dell\u2019Unione europea (o \u00abConsiglio\u00bb tout court), maggioranze parlamentari che sostengono i governi nazionali], con conseguente e intollerabile \u00abdeficit democratico\u00bb della stessa, cos\u00ec da ipotizzare a tutt\u2019oggi, sul piano politico, non poche problematiche nel conseguimento della necessaria \u00abposizione comune\u00bb al fine della riforma6. Problematiche (o tematiche a seconda dell\u2019ottica prescelta) che potrebbero amplificarsi laddove la maggioranza politica scaturita dalle elezioni del Parlamento europeo dell\u20198 e 9 giugno 2024 \u2013 e non mi riferisco ad una maggioranza \u00abnumerica\u00bb bens\u00ec ad una maggioranza ampia, sostanziale, che dia la possibilit\u00e0 al Parlamento europeo di co-legiferare \u2013 dovesse essere in disaccordo (o in accordo) con la maggioranza dei governi nazionali.<\/p>\n<p>In ogni caso, dalle elezioni parlamentari europee del 2024, \u00e8 possibile evidenziare, per la prima volta a quanto consta, un sensibile spostamento della maggioranza politica verso gruppi storicamente all\u2019opposizione, positivo o negativo a seconda della lettura che ciascuno vorr\u00e0 dare, il che ci fa riflettere su due prospettive possibili: a) uno svogliato cammino verso la \u00abcreazione di una Unione sempre pi\u00f9 stretta fra i popoli dell\u2019Europa, in cui le decisioni siano prese il pi\u00f9 vicino possibile ai cittadini\u00bb (Preambolo TUE), ovvero, b) nella peggiore delle ipotesi una <em>impasse<\/em> \u2013 un arretramento \u2013 del processo di integrazione europea, giacch\u00e9, come taluni sostengono, l\u2019\u00abUnione\u00bb debba fare poche cose e meglio.<\/p>\n<p>Altro che processo di \u00abcostituzionalizzazione\u00bb dei trattati dell\u2019Unione europea che aspiri a una propria costituzione e a una propria sovranit\u00e0, pur sempre, nel riguardo delle diversit\u00e0 nazionali7.<\/p>\n<p>Ci troviamo, pertanto, a vivere, nel momento in cui scriviamo, un <em>turning point<\/em> significativo dell\u2019integrazione europea, per le istituzioni UE, per i governi nazionali e per i cittadini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-2.png\" class=\"wp-image-6073\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-2.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-2-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-2-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-2-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<p>Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali (art. 48, par. 4, seconda frase, TUE). Una procedura, sostanzialmente, di ratifica di un trattato secondo le regole del diritto internazionale e non gi\u00e0 una procedura esclusivamente interna, \u00abcostituzionale\u00bb, dell\u2019ordinamento unionale. Quindi, si sottolinea, il ruolo dei governi che appare sostanziale e prevalente sulle altre istituzioni UE, in particolare, sul Parlamento europeo unica istituzione eletta dai cittadini.<\/p>\n<ul>\n<li>\n    Ovvero l\u2019applicazione delle cc.dd. \u00abnorme passerelle\u00bb a talune procedure; su cui S. BARIATTI, <em>art. 48<\/em>, in A. TIZZANO (a cura di), <em>Trattati dell\u2019Unione europea<\/em>, 2\u00aa ed., Milano, 2024, p. 328ss. ma anche l\u2019applicazione della c.d. \u00abclausola di flessibilit\u00e0\u00bb ex art. 358 TFUE, le cooperazioni rafforzate o strutturate e, perch\u00e9 no, l\u2019armonizzazione o il coordinamento dei diritti nazionali grazie al c.d. \u00abravvicinamento delle legislazioni nazionali\u00bb di cui agli artt. 114 e 115 TFUE. In argomento A. TIZZANO, <em>Competenze della Comunit\u00e0<\/em>, in <em>Trent\u2019anni di diritto comunitario<\/em>, Bruxelles, 1983, p. 45ss. e B. NASCIMBENE, <em>Il diritto comunitario nel futuro<\/em>, in B.<em> <\/em>NASCIMBENE, <em>Un percorso tra i diritti, Scritti scelti<\/em>, Milano, 2016, p. 267ss.<\/li>\n<\/ul>\n<p>6 Sul deficit democratico nella procedura di riforma dei trattati cfr. il mio <em>Deficit democratico e procedura di revisione dei trattati nel processo di costituzionalizzazione dell\u2019Unione europea<\/em>, in <em>Rivista di Diritto Comunitario e degli Scambi internazionali<\/em>, n. 3-2007, p. 629ss. Pi\u00f9 in generale, circa il sistema istituzionale UE, una forte critica \u00e8 fatta di recente da L. CARACCIOLO, <em>La pace \u00e8 finita. Cos\u00ec ricomincia la storia in Europa<\/em>, Milano, 2023, in specie p. 124 dove l\u2019autore cita anche H. MACKINDER, <em>Democratic ideals and reality<\/em>, London, 1919, che pi\u00f9 di un secolo fa affermava, a proposito delle guerre, che i regimi occidentali democratici si rifiutano per forma mentis di pensare strategicamente a come evitare una guerra, salvo se non costretti a farlo per difendersi.<\/p>\n<ul>\n<li>\n    Bench\u00e9 la natura costituzionale dell\u2019Unione europea sia stata pi\u00f9 volte ribadita dalla Corte di Giustizia Ue suscitando al tempo un ampio dibattito che oggi appare sopito. Tra le altre, in particolare, sent. 23 aprile 1986, causa 294\/83 (c.d. <em>Les Verts<\/em>), ECLI:EU:C:1986:166 e il parere n. 1\/91, ECLI:EU:C:1991:490. In dottrina, tra gli altri, J. WEILER, <em>La Costituzione dell&#8217;Europa<\/em>, Bologna, il Mulino, 2003; M. POIARES MADURO, <em>The double constitutional life of the charter of fundamental rights<\/em> in N. FERNANDEZ SOLA, <em>Union europea y derechos fundamentales en perspectiva constitucional<\/em>, Madrid, Dykinson, 2004.<\/li>\n<\/ul>\n<p>2<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page3\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Ferma restando la convinzione che una Unione europea sempre pi\u00f9 coesa non soltanto su economia e mercato, bens\u00ec su temi di rilevanza globale come il cambiamento climatico e l\u2019ambiente, l\u2019energia, la salute, la trasformazione digitale, le migrazioni, i giovani, la politica estera e di difesa, le politiche comuni fiscali e di bilancio \u2013 per non tralasciare la democrazia, lo stato di diritto e valori comuni \u2013 appare indispensabile e necessaria per (cercare di) mantenere una pace stabile nel continente e per fronteggiare le crescenti sfide, internazionali e geopolitiche che ci attendono8.<\/p>\n<p>Ma cosa limita le decisioni istituzionali UE in questi settori nei quali l\u2019Unione potrebbe svolgere un ruolo internazionale di tutto rilievo?<\/p>\n<ol>\n<li>\n  Non sfugge, pertanto, che l\u2019Unione europea sta attraversando un lungo periodo di involuzione rispetto alle esigenze dei cittadini e del contesto geopolitico che viviamo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ci\u00f2 sarebbe imputabile, semplificando, essenzialmente a tre fattori: in primo luogo, le attuali fonti primarie del diritto UE \u2013 Trattato sull\u2019Unione europea (TUE), Trattato sul funzionamento (TFUE) e, in quanto norma primaria giacch\u00e9 \u00abha lo stesso valore giuridico dei trattati\u00bb (art. 6, par. 1 TUE) la Carta dei diritti fondamentali UE.<\/p>\n<p>Da siffatta architettura \u00abcostituzionale\u00bb ne scaturisce l\u2019intollerabile \u00absignoria\u00bb dei governi nazionali \u2013 in particolare con riguardo al Consiglio europeo e al Consiglio \u2013 che emerge dominante rispetto alle altre istituzioni propriamente europee [mi riferisco al Parlamento europeo (voce dei cittadini) e alla Commissione (interesse comune)] soprattutto, ma non soltanto, dopo la riforma di Lisbona applicabile dal 2009 che si presentava come una versione <em>minor<\/em> della \u00abCostituzione\u00bb dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, progetto \u00abcostituzionale\u00bb mai entrato in vigore9.<\/p>\n<p>Il c.d. \u00abmetodo comunitario\u00bb che tanto ha assicurato all\u2019integrazione europea in termini di democraticit\u00e0 e di bilanciamento degli interessi sul tavolo negoziale (Commissione, Parlamento europeo, Consiglio), appare oggi a dir poco \u00abcongelato\u00bb (se non \u00abmesso in soffitta\u00bb) per fare spazio, a trattati invariati, al metodo intergovernativo amministrato, come si rilevava, dalle istituzioni rappresentative dei governi nazionali10. Rendendo pressoch\u00e9 vani gli sforzi di ingegneria istituzionale dei Fondatori delle (allora) Comunit\u00e0 europee (e del citato \u00abmetodo comunitario\u00bb) di distinguersi dalle organizzazioni internazionali \u00abclassiche\u00bb, per delineare un \u00abente\u00bb diversamente <em>sopranazionale<\/em> nel quale la soggettivit\u00e0 sia estesa non solo agli Stati membri ma anche ai cittadini11.<\/p>\n<p>I governi nazionali, infatti, oggi pi\u00f9 che mai, sono, non soltanto \u00abherren der vertr\u00e4ge\u00bb (i \u00abpadroni\u00bb dei trattati) ma anche i \u00absignori\u00bb del diritto unionale derivato, stante la molteplicit\u00e0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-3.png\" class=\"wp-image-6074\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-3.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-3-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-3-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-3-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>\n    Per una prospettiva scettica del ruolo dell\u2019Unione europea come elemento pacificante in Europa, cfr. L. CARACCIOLO, <em>La pace \u00e8 finita. Cos\u00ec ricomincia la storia in Europa<\/em>, cit.<\/li>\n<\/ul>\n<p>9 Il Trattato che adotta una Costituzione per l\u2019Europa, firmato a Roma il 29 ottobre 2004, intendeva sostituire in un testo<\/p>\n<p>unico tutti i trattati esistenti (UE, CE, Euratom); i lavori preparatori furono svolti da un organo ad hoc &#8211; la Convenzione sul futuro dell\u2019Europa &#8211; che ha riunito i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, del Parlamento europeo, dei governi nazionali e della Commissione europea. Successivamente una Conferenza intergovernativa (CIG) ha adottato la decisione definitiva integrando, sostanzialmente, il testo della Convenzione. Infine, il documento \u00e8 stato approvato, con un accordo politico dai capi di Stato e di governo in sede di Consiglio europeo tenuto a Bruxelles il 17 e 18 giugno 2004. Trattato mai entrato in vigore a seguito di referendum negativi di Francia e Paesi Bassi.<\/p>\n<ol>\n<li>\n  Mi sia consentito ancora di rinviare al mio <em>Il Trattato di Lisbona, Che modifica il Trattato sull\u2019Unione europea e il Trattato della Comunit\u00e0 europea, Versione ragionata e sistematica per una consultazione coordinata degli articoli alla luce dei Protocolli e delle Dichiarazioni<\/em>, Collana<em> <\/em>del Dipartimento di Scienze Giuridiche \u2013 Area Giuspubblicistica (vol. 26) della Universit\u00e0 della Calabria, Milano, 2010.<\/li>\n<\/ol>\n<p>11 Con il contributo fondamentale della giurisprudenza della Corte di giustizia UE, vero \u00abmotore\u00bb dell\u2019integrazione europea. A partire dalla storica sentenza <em>Van Gend<\/em> &amp; <em>Loos<\/em> del 5 febbraio 1963, causa 26-62, oggi rinvenibile in ECLI:EU:C:1963:1<\/p>\n<p>3<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page4\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>di politiche da essi ritenute \u00absensibili\u00bb nelle quali vige strutturalmente il voto all\u2019unanimit\u00e012, in particolare, in sede di Consiglio in quanto legislatore (<em>rectius<\/em>: \u00abco-legislatore\u00bb).<\/p>\n<p>Per non parlare delle cc.dd. \u00abminoranze di blocco\u00bb che non facilitano, talvolta, nemmeno il raggiungimento della maggioranza qualificata nella procedura legislativa ordinaria (!), a causa delle evidenti diversit\u00e0 politiche in seno ai governi nazionali e delle ventisette eterogenee visioni dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>In secondo luogo, occorre segnalare la perdurante e costante propaganda negativa e contraria all\u2019Unione (quasi come una \u00abvalvola di sfogo\u00bb della politica) che \u00e8 propagandata da partiti politici nazionali, sostanzialmente (ma non solo) populisti, nazionalisti o comunque contrari (o poco sensibili) all\u2019integrazione europea, nonch\u00e9, sorprendentemente (ma non troppo), dagli stessi governi nazionali13, con un atteggiamento dubbio, ambiguo \u2013 \u00abbifronte\u00bb \u2013 nei confronti dei cittadini, ovvero, per meglio dire, del proprio elettorato14.<\/p>\n<p>Dal che, a causa della non conoscenza delle questioni unionali, fermenta sempre pi\u00f9 un sentimento antieuropeo del quale non se ne conoscono i motivi che nulla di buono lascia presagire; come se la causa di tutti i nostri mali fosse (soltanto) l\u2019Unione europea15.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la questione \u00abinterna\u00bb agli Stati membri e nell\u2019Unione16.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, va detto, non \u00e8 dato riscontrare la necessaria e doverosa promozione, in particolare, da parte della Commissione europea, degli aspetti positivi del processo e delle eccellenze eurounitarie, cos\u00ec come, a maggior ragione, sarebbe pi\u00f9 consono che la stessa Commissione svolgesse una funzione pi\u00f9 \u00abeuropea\u00bb, comunitaria e, talvolta, meno burocratica17.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungano le interferenze \u00abesterne\u00bb di chi non gradisce una Unione europea forte sul piano geopolitico-internazionale e sovrana sul piano interno18. Ne parleremo a breve.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-4.png\" class=\"wp-image-6075\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-4.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-4-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-4-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-4-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  Da una ricerca del Seminario Permanente di Studi Internazionali (SSIP) risulterebbe che le procedure che si concludono con un voto all\u2019unanimit\u00e0 sarebbero 58 includendo non solo i due Trattati TUE e TFUE ma anche i Protocolli allegati che, com\u2019\u00e8 noto, hanno lo stesso valore di norma primaria.<\/li>\n<\/ol>\n<p>13 Argomento da me ampiamente trattato in <em>L\u2019Europa dei Popoli o degli Stati? L\u2019integrazione spiegata attraverso il diritto dell\u2019Unione<\/em><\/p>\n<p><em>europea<\/em>, Cosenza, 2017.<\/p>\n<ol>\n<li>\n  Si segnala sul tema il recente Convegno organizzato dalla Universit\u00e0 degli Studi di Ferrara il 6 settembre 2024 dal titolo \u201c<em>Verba volant, sed imperant? The Legal Challenges of EU Communication<\/em>\u201d, in particolare, la relazione del Prof. Jacques Ziller \u201cCommunicating EU Policies and Law in 24 Different Languages: a Challenge for Artificial Intelligence\u201d.<\/p>\n<ol>\n<li>\n    Evidentemente la c.d. \u00abBrexit\u00bb non ha insegnato nulla. Sul tema, tra i tantissimi, cfr. pi\u00f9 in generale A. SANDULLI, <em>Il ruolo del diritto in Europa. L\u2019integrazione europea nella prospettiva del diritto amministrativo<\/em>, Bologna, 2019 e, per la parte pi\u00f9 specifica,<em> <\/em>C. CURTI GIALDINO, <em>Oltre la Brexit: brevi note sulle implicazioni giuridiche e politiche per il futuro prossimo dell&#8217;Unione europea,<\/em> in <em>federalismi.it<\/em>, n.13, 29 giugno 2016, p. 1ss.; S. LATTANZI, <em>La costituzionalizzazione della procedura di recesso alla luce Brexit<\/em>, in <em>Studi sull\u2019integrazione europea<\/em>, n. 3\/2020, p. 649; M. PANEBIANCO, <em>Le pagine ancora bianche del post Brexit<\/em>, in <em>Rivista della cooperazione giuridica internazionale<\/em>, gennaio-aprile 2020, pp. 13ss.; C. CURTI GIALDINO, <em>Prime considerazioni sugli accordi concernenti le future relazioni tra il Regno Unito e l\u2019Unione europea<\/em>, in <em>federalismi.it<\/em>, 10 febbraio 2021; in ultimo mi sia consentito rinviare anche al mio<em> Europa e Felicit\u00e0. Prima durante e dopo Brexit<\/em>, Cosenza, 2021.<\/li>\n<li>\n    Sul punto, da ultimo, C. RISI, <em>I nuovi vertici europei<\/em>, in <em>Nuovo giornale nazionale<\/em>, rinvenibile in https:\/\/www.nuovogiornalenazionale.com\/index.php\/estero\/politica-internazionale\/18761-i-nuovi-vertici-europei.html<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>17 Gi\u00e0 A. TIZZANO, <em>Competenze della Comunit\u00e0<\/em>, in <em>Trent\u2019anni di diritto comunitario<\/em>, Bruxelles, 1983, p. 45ss. e un articolo del 1993 di B. NASCIMBENE rinvenibile in, <em>Il diritto comunitario nel futuro<\/em>, in B. NASCIMBENE, <em>Un percorso tra i diritti,<\/em> 2016, Milano, p. 267ss.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<ol>\n<li>\n      Il Consiglio europeo (Conclusioni del 27 giugno 2024<em>,<\/em> punto 40), EUCO 15\/24, \u00abcondanna fermamente tutti i tipi di attivit\u00e0 ibride, che sono in aumento e dirette contro l&#8217;Unione europea, i suoi Stati membri e i suoi partner, compresi l\u2019intimidazione, il sabotaggio, la sovversione, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, la disinformazione, le attivit\u00e0 informatiche malevole e la strumentalizzazione dei migranti da parte di paesi terzi. La Russia ha intensificato la sua campagna con nuove operazioni attive sul suolo europeo. L\u2019Unione europea e gli Stati membri daranno una risposta unitaria e risoluta a tali azioni\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>4<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page5\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Il combinato dei due atteggiamenti determina un generalizzato ed equivoco comportamento soprattutto dei governi degli Stati membri19, che, ove non ben contrastato, si riverbera e si riverberer\u00e0, necessariamente, sia sulle scelte nazionali, sia nella valutazione degli interessi nazionali nella definizione delle politiche comuni eurounionali.<\/p>\n<p>Sempre semplificando, l\u2019ultimo dei tre fattori ipotizzati, atterrebbe alla soggezione (mi si consenta il sostantivo) dell\u2019Unione europea a taluni soggetti, stakeholders e\/o organizzazioni internazionali regionali, che non permette all\u2019Unione europea di emanciparsi, nel senso (per quello che qui interessa) di proprie politiche fiscali, politica estera e di difesa comune (in ordine ad una vera politica estera diplomatica), ovvero, sul piano militare preventivo, come preconizzato dalla vetusta Comunit\u00e0 europea di Difesa (CED)20.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che l\u2019Unione europea sempre pi\u00f9 allargata e politica, non piace alle grandi potenze (necessariamente) concorrenti (USA, Cina, Russia, Giappone, India a tacer d\u2019altro) che tendono in tutti i modi, espliciti o impliciti, direttamente o indirettamente, a minimizzare (o a contrastare) il fenomeno eurounionale e la sua generale espansione21.<\/p>\n<p>Come dire: <em>divide et impera<\/em>.<\/p>\n<p>Stando cos\u00ec il quadro generale \u2013 almeno secondo la nostra prospettiva \u2013 la gran parte degli analisti e dei commentatori pi\u00f9 attenti delle questioni europee, insistono e sollecitano la generale riforma dei trattati come l\u2019unica possibilit\u00e0 di futuro sviluppo dell\u2019Unione22. Il che, come gi\u00e0 si \u00e8 accennato, \u00e8 da condividere, fintantoch\u00e9 rimanga la schiacciante prevalenza del metodo intergovernativo sul metodo \u00abcomunitario\u00bb e quindi, l\u2019insopportabile voto all\u2019unanimit\u00e0 nel Consiglio ancora in tante materie23.<\/p>\n<p>Per questo motivo, attese le presumibili difficolt\u00e0 di riformare i trattati, ci si attende una giurisprudenza \u00abchiarificatrice\u00bb della Corte di giustizia \u2013 in passato vero \u00abmotore\u00bb dell\u2019integrazione europea \u2013 che, ove adita e a trattati invariati, possa rimettere al centro del sistema il Parlamento europeo e la stessa Commissione, quest\u2019ultima, negli ultimi anni, un po\u2019 troppo timida e asservita ai desiderata del Consiglio europeo. Soprattutto in ordine alla procedura legislativa24 da adottare, cio\u00e8 a dire, per meglio chiarire, alla scelta della corretta base giuridica vero baluardo dell\u2019esercizio delle competenze di attribuzione dell\u2019Unione25.<\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 dubbio che la caldeggiata modifica dei trattati possa realizzarsi, anche in tempi brevi, soprattutto ove si consideri l\u2019attuale composizione numerico\/politica del sistema istituzionale UE. Anche in considerazione dei gi\u00e0 annunciati prossimi allargamenti ad est che potrebbero portare la membership dell\u2019Unione a 35 Stati e forse pi\u00f926.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-5.png\" class=\"wp-image-6076\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-5.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-5-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-5-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-5-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  Nelle riflessioni sopra citate (\u00ab<em>L\u2019Europa dei Popoli<\/em>\u00bb&#8230;) parlo di \u00abGiano bifronte\u00bb per evidenziare l\u2019atteggiamento ambiguo dei governi nei confronti dei cittadini\/elettori nazionali e nelle sedi istituzionali UE.<\/li>\n<li>\n  Su cui, pi\u00f9 di recente, P. L. BALLINI, <em>La Comunit\u00e0 Europea di Difesa (CED)<\/em>, Soveria Mannelli, 2009.<\/li>\n<li>\n  Ancora rinvio a C. RISI, <em>I nuovi vertici europei<\/em>, cit.<\/li>\n<li>\n  Tra i tantissimi, con una differente prospettiva non dei \u00abcomunitaristi\u00bb, T. E. FROSINI, <em>La revisione dei Trattati europei: problemi e prospettive<\/em>, in Associazione Italiana Costituzionalisti, Convegno di Catania su \u00ab<em>L\u2019integrazione dei sistemi costituzionali europeo e nazionali<\/em>\u00bb, 14-15 ottobre 2005; e, sul piano federalista, da ultimo, interessanti alcune considerazioni di A. RIBICHINI, <em>Revisione dei trattati o costituente europea?<\/em>, in https:\/\/www.eurobull.it\/revisione-dei-trattati-o-costituente-europea?lang=fr<\/li>\n<\/ol>\n<p>23 Pi\u00f9 avanti si segnaler\u00e0 uno studio del Seminario Permanente di Studi internazionali (SSIP) sul voto all\u2019unanimit\u00e0 in seno al Consiglio.<\/p>\n<ol>\n<li>\n  Volutamente declinata al singolare. Sulle competenze UE e sulla scelta della base giuridica, <em>inter alia<\/em>, L. AZOULAI (a cura di), <em>The Question of Competence in the European Union<\/em>, Oxford, 2014; R. ADAM &#8211; A. TIZZANO, <em>Lineamenti di diritto dell\u2019Unione europea<\/em>, 4\u00aa ed., Torino, 2024, p. 167ss. e 369ss.; G. TESAURO, Manuale di diritto dell\u2019Unione europea, a cura di P. DE PASQUALE E F. FERRARO, vol. I, 4\u00aa ed., Napoli, 2023.<\/li>\n<li>\n  Per una ricostruzione di base della tematica cfr. G. M. ROBERTI, <em>La giurisprudenza della Corte di giustizia sulla<\/em> \u00ab<em>base giuridica<\/em>\u00bb <em>degli atti comunitari, Foro it.,<\/em> IV<em>,<\/em> p. 99ss.<\/li>\n<\/ol>\n<p>26 Nelle Conclusioni del Consiglio europeo del 27 giugno 2024 (punto 48) si a\ufb00erma \u00abla necessit\u00e0 di intraprendere il lavoro preparatorio e le riforme necessarie a livello interno per realizzare le ambizioni a lungo termine dell&#8217;Unione e a\ufb00rontare le questioni centrali connesse alle sue priorit\u00e0 e politiche, nonch\u00e9 alla sua capacit\u00e0 di agire di fronte alla nuova realt\u00e0 geopolitica e a sfide sempre pi\u00f9 complesse\u00bb; tuttavia (punto 49), \u00abTali lavori dovrebbero avanzare in parallelo con il processo di allargamento\u00bb. Ovviamente mi riferisco a Macedonia del Nord (candidata dal 2004), Montenegro (candidato dal 2010), Serbia<\/p>\n<p>5<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page6\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Tuttavia, poich\u00e9 la revisione dei trattati ex art. 48 TUE \u00e8 una procedura complessa e ha i suoi tempi, altri guardano al futuro dell\u2019integrazione europea con scetticismo e pessimismo proprio con riguardo alle difficolt\u00e0 \u00abpolitiche\u00bb di revisionare i trattati.<\/p>\n<p>A tutt\u2019oggi, non mi sembra manifesta quella volont\u00e0 politica, quella visione comune che i governi degli Stati membri hanno dimostrato in passato, pur tra tante difficolt\u00e0, nelle cinque procedure di revisione adottate27, che possa portare ad una revisione <em>in melius<\/em> dei trattati in senso, se non federalista o confederalista, quanto meno con un\u2019accentuata visione sopranazionale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Il che, considerati i tempi, non sarebbe una prospettiva inaccettabile atteso il contesto politico non favorevole.<\/p>\n<p>Occorre sottolineare che se nelle precedenti revisioni si \u00e8 (quasi) sempre progrediti verso un\u2019integrazione \u00absempre pi\u00f9 stretta tra i cittadini\u00bb \u2013 Maastricht ne \u00e8 un esempio straordinario<\/p>\n<p>\u2013 oggi il novellato art. 48 TUE (post Lisbona) prevede, par. 1, che i progetti di revisione potranno essere \u00abintesi non soltanto ad accrescere, ma anche, a ridurre le competenze attribuite all\u2019Unione nei trattati\u00bb.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il lascito (oltre a tanto altro) di Lisbona 2007, durante la cui conferenza intergovernativa gi\u00e0 si respirava un\u2019aria pesante, greve, come dire poco comunitaria.<\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che gi\u00e0 dopo qualche anno dall\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona28 taluni evidenziavano che i nuovi trattati non rispondevano (e non avrebbero risposto) compiutamente alle esigenze di un quadro europeo in drastico e veloce cambiamento politico, economico e sociale, peraltro, guardando ai nostri giorni, in un contesto mondiale, per usare un eufemismo, in assoluta ebollizione e, da ultimo, con due guerre a pochi chilometri dai confini dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Nel quadro test\u00e9 evidenziato a m\u00f2 di necessaria premessa, le presenti riflessioni intendono unicamente valutare le possibili conseguenze delle ultime elezioni del Parlamento europeo, la successiva nuova Commissione che da queste elezioni si va ad ordinare e, ovviamente, il neo-eletto presidente della Commissione, considerando, anche se in modo audace e opinabile, queste modificazioni all\u2019interno del \u00abtriangolo\u00bb istituzionale legislativo UE \u2013 quanto meno dal punto di vista politico \u2013 come una sorta di \u00abpiccola revisione\u00bb, a trattati invariati, sebbene, e questo va sottolineato, la componente intergovernativa (Consiglio europeo e Consiglio29) permarrebbe in ogni caso la medesima e prevalente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto, nondimeno, dalle urne dell\u20198 e 9 giugno 2024 non sono emerse indicazioni sufficientemente nuove, di discontinuit\u00e0 con il passato, il che, in linea teorica, dovrebbe mantenere gli equilibri interistituzionali dell\u2019Unione nel prossimo quinquennio. Sebbene, dalle urne sia scaturita, a ben analizzare, una volont\u00e0 popolare europea leggermente in discontinuit\u00e0 con il passato, bench\u00e9 minimale, che dovr\u00e0 essere tenuta in debito conto nelle scelte generali delle politiche comuni da realizzare in un periodo storico di grandi cambiamenti.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<ol>\n<li>\n      Un esame delle \u00abnuove\u00bb istituzioni andrebbe approfondito con maggiore profondit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci limitiamo ad alcune considerazioni.<\/p>\n<p>Partirei dal presidente della Commissione europea e dalla conseguente Commissione, giacch\u00e9 l\u2019interesse europeo \u2013 \u00abcomune\u00bb se si preferisce \u2013 ruota attorno a questa istituzione e, in particolare, al suo presidente che ne dovrebbe rappresentare l\u2019anima, lo spirito e la visione<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-6.png\" class=\"wp-image-6077\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-6.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-6-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-6-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-6-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<p>(candidata dal 2012), Albania (candidata dal 2014), Ucraina, Moldavia e Bosnia ed Erzegovina (tutte e tre candidate dal 2022), Georgia (2023) e il Kosovo nel 2016 (accordo di stabilizzazione e associazione).<\/p>\n<ol>\n<li>\n  Atto Unico europeo del 1986, Maastricht 1992, Amsterdam 1997, Nizza 2000 e Lisbona 2007.<\/li>\n<li>\n  Firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1\u00b0 dicembre 2009. Per un commento sistematico v. M. FRAGOLA, <em>Il Trattato di Lisbona (che modifica il Trattato sull&#8217;Unione europea e il Trattato della Comunit\u00e0 europea<\/em>), Milano, 2010.<\/li>\n<\/ol>\n<p>29 Per citare soltanto le due istituzioni maggiormente conosciute (ancorch\u00e9 confuse), senza tuttavia dimenticare che altri \u201corgani\u201d svolgono un ruolo fondamentale, intergovernativo, ancorch\u00e9 fuori dalle luci dei mass media. In particolare, mi riferisco al Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati membri (Coreper).<\/p>\n<p>6<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page7\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>comunitaria delle proprie scelte nei confronti dei capi di Stato o di governo e delle altre istituzioni.<\/p>\n<p>Da un recente studio del gruppo di lavoro (\u00abEurope for Future\u00bb) del Seminario Permanente di Studi Internazionali (SSIP)30 si evince che, quantomeno <em>ab initio<\/em>, la contestata ricandidatura della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non \u00e8 un\u2019anomalia, una novit\u00e0, n\u00e9 dal punto di vista giuridico, n\u00e9 dalla prassi, piuttosto, potrebbe costituire una preoccupazione dal punto di vista politico31. Nel senso che, come si vedr\u00e0, la sua presidenza 2024-2029 \u00e8 costruita su di una maggioranza fluttuante, non coesa, che in qualsiasi momento della legislatura potrebbe sfaldarsi. Considerando, altres\u00ec, un\u2019opposizione parlamentare europea sempre pi\u00f9 compatta ed agguerrita.<\/p>\n<p>Nella complessa e articolata procedura di nomina del presidente dell\u2019esecutivo eurounionale, infatti, la \u00abriconferma\u00bb di un presidente per un secondo mandato (e anche pi\u00f9) non \u00e8 un fatto nuovo, ove si considerino i casi di Hallstein, Delors (3) e Barroso.<\/p>\n<p>Dalla nascita della Comunit\u00e0 economica europea (CEE) i presidenti sono stati 14: 3 presidenti del Lussemburgo (Thorn, Santer, Juncker), 2 tedeschi (Hallstein e von der Leyen), 2 francesi (Ortoli e Delors), 2 italiani (Malfatti e Prodi), 1 del Regno Unito (Jenkins), 1 del Belgio (Rey), 1 dei Paesi Bassi (Mansholt), 1 della Spagna (Mar\u00ecn), 1 del Portogallo (Barroso)32.<\/p>\n<p>Se da un lato i Trattati TUE e TFUE, nonch\u00e9 la prassi, non impediscono la riconferma dell\u2019attuale presidente, dall\u2019altro, tuttavia, c\u2019\u00e8 da considerare che la nomina\/elezione33 del presidente della Commissione europea \u00e8 naturalmente collegata, a mio avviso, ai risultati delle elezioni del Parlamento europeo e delle maggioranze che ne scaturiscono.<\/p>\n<p>Come principio democratico del sistema.<\/p>\n<p>Tesi corroborata, peraltro, dal legame istituzionale (e soprattutto politico) che unisce la Commissione con il Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec che si \u00e8 giunti ad una nuova e rinnovata \u00abmaggioranza Ursula\u00bb34 che tuttavia appare sostanzialmente diversa dalla precedente35.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero, infatti, che l\u2019art. 17, par. 3 TUE \u2013 che va ricordato \u00e8 inserito nel Titolo III rubricato \u00abDisposizioni relative alle istituzioni\u00bb \u2013 sancisce in modo ellittico che \u00abil mandato della Commissione \u00e8 di cinque anni\u00bb senza null\u2019altro aggiungere, \u00e8 vero parimenti che esistono alcuni vincoli che non possono essere tralasciati. Pi\u00f9 in generale, la persona candidata ed elegibile deve trattarsi di \u00abun cittadino di uno Stato membro UE\u00bb scelto in base alla sua competenza generale, al suo impegno europeo e, ancora, \u00abtra personalit\u00e0 che offrono tutte le garanzie di indipendenza\u00bb.<\/p>\n<p>Di regola, fino ad oggi, si \u00e8 trattato di politici di provenienza da esperienze politiche nazionali36. Di regola. Perch\u00e9, in futuro, non potrebbe escludersi una personalit\u00e0 di caratura<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-7.png\" class=\"wp-image-6078\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-7.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-7-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-7-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-7-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  https:\/\/www.ssipseminario.it\/biblioteca\/<\/li>\n<li>\n  Taluni parlano di vere e proprie \u00abforche caudine\u00bb, Movimento europeo, Editoriale dell\u201911 marzo 2024.<\/li>\n<li>\n  In questo elenco va sottolineato, come mero dato di cronaca politica, i tre presidenti del Lussemburgo.<\/li>\n<li>\n  Si veda oltre.<\/li>\n<li>\n  Nel lessico UE si tratta di un presidente (della Commissione europea) sostenuto da una maggioranza risicata, direi spuria, simile a quella che nel 2019 aveva permesso l\u2019elezione da parte del Parlamento europeo della signora Ursula von der Leyen: un <em>melting pot<\/em> costituito da partiti conservatori e progressisti e da un gruppo di euroscettici pi\u00f9 moderati. In particolare, un\u2019alleanza<em> <\/em>tra i popolari del Ppe, i socialisti di S&amp;D, i liberali di Renew Europe e, oggi, i Verdi.<\/li>\n<li>\n  L\u2019elezione della presidente della Commissione Ursula von der Leyen \u00e8 avvenuta, su 707 votanti, con 401 voti a favore, 284 contro,<\/li>\n<li>\n  astenuti e 7 schede bianche. In ogni caso 41voti in pi\u00f9 del quorum necessario e considerando altres\u00ec 40 franchi tiratori.<\/li>\n<li>\n  A questo punto si impone una mia considerazione sulla scelta politica dei presidenti della Commissione europea. Facendo salve alcune personalit\u00e0 a me pare che negli ultimi tempi si scelgano figure minori, meno rappresentative, rispetto al passato. Ci\u00f2 avvalora la tendenza gi\u00e0 evidenziata di una trasformazione \u00aba bocce ferme\u00bb dell\u2019Unione europea in una organizzazione intergovernativa con un presidente della Commissione arrendevole nei confronti dei capi di Stato e di governo.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"102\" height=\"28\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-8.png\" class=\"wp-image-6079\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-8.png 102w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-8-18x5.png 18w\" sizes=\"(max-width: 102px) 100vw, 102px\" \/><br \/>\n  <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"773\" height=\"27\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-9.png\" class=\"wp-image-6080\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-9.png 773w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-9-300x10.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-9-768x27.png 768w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-9-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 773px) 100vw, 773px\" \/><\/p>\n<p>7<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page8\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>europea non proveniente dalla politica, bens\u00ec, dal mondo della cultura, della scienza, dell\u2019esperienza comunitaria.<\/p>\n<p>Inoltre, ancorch\u00e9 il par. 5 dell\u2019art. 17 TUE non sia pi\u00f9 applicabile, cos\u00ec come il collegato art. 244 TFUE37, non va esclusa la norma (voluta fortemente dai governi nazionali durante la conferenza di Lisbona) che sancisce in modo equanime e condivisibile, la scelta dei membri della Commissione, e quindi anche a maggior ragione del presidente, tenendo in debito conto la differenziazione demografica e geografica degli Stati membri.<\/p>\n<p>Si direbbe una presidenza turnaria \u00abparitetica\u00bb (un \u00absistema di rotazione paritaria tra gli Stati membri che consenta di riflettere la molteplicit\u00e0 demografica e geografica degli Stati membri\u00bb ai sensi del par. 5, seconda frase, art. 17 TUE e art. 244 TFUE).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un primo dato che dovr\u00e0 essere tenuto in debito conto anche in futuro.<\/p>\n<p>La scelta del presidente della Commissione europea, <em>ad adiuvandum<\/em>, \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 importante nel contesto geopolitico che viviamo in Europa e nel mondo, laddove si consideri che il presidente \u00abdefinisce gli orientamenti generali delle politiche eurounionali\u00bb; nomina i quattro vicepresidenti, fatta eccezione per l\u2019Alto rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza con il quale condivide, tuttavia, le specifiche competenze in materia di affari esteri e politica di sicurezza.<\/p>\n<p>Nel rispetto della dialettica istituzionale cos\u00ec come l\u2019abbiamo constatata negli anni \u201890 e cos\u00ec come prevista (almeno sulla carta) dall\u2019ultima riforma di Lisbona, nonch\u00e9 nel rispetto della \u00ableale cooperazione\u00bb ai sensi dell\u2019art. 4, par. 3 TUE, il presidente della Commissione dovr\u00e0 relazionarsi <em>face \u00e0 face<\/em> con il presidente del Parlamento europeo e, soprattutto, <em>primus inter pares<\/em>(?)38<em>,<\/em> con il presidente del Consiglio europeo (e del Consiglio \u00abdi turno\u00bb dell\u2019Unione39) e,<em> <\/em>ove necessario, con i singoli capi di Stato o di governo degli Stati membri.<\/p>\n<p>Con la stessa personalit\u00e0, autorit\u00e0 e sostegno politico.<\/p>\n<p>Quanto al rispetto del principio \u00abcostituzionale\u00bb di leale cooperazione, va sottolineato che l\u2019\u00abUnione\u00bb e gli Stati membri dovrebbero cooperare correttamente (\u00absi rispettano e si assistono reciprocamente\u00bb) nell\u2019adempimento degli uffici derivanti dai trattati, laddove per \u00abUnione\u00bb \u00e8 da intendere le istituzioni eurounionali (in particolare Commissione, Consiglio e Parlamento europeo40), le quali, a loro volta, anch\u2019esse devono cooperare lealmente nel rispetto dei trattati.<\/p>\n<p>Se ne ricava che, se da un lato i governi nazionali devono agevolare l\u2019Unione nell\u2019adempimento delle sue funzioni eurounionali, dall\u2019altro, i governi nazionali dovrebbero astenersi da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione degli obiettivi comuni41.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-10.png\" class=\"wp-image-6081\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-10.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-10-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-10-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-10-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  Si ricorda che la riforma di Lisbona aveva previsto che, a partire dal 1\u00b0 novembre 2014, la Commissione europea sarebbe dovuto essere formata da un numero di membri corrispondente ai due terzi del numero degli Stati membri, prevedendo per\u00f2 che il Consiglio europeo potesse decidere all\u2019unanimit\u00e0 di modificare tale numero. Cosa che \u00e8 stata fatta. Il Consiglio europeo ha quindi deciso di mantenere invariata la composizione della Commissione corrispondente a un Commissario per ogni Stato membro ritornando cos\u00ec allo status quo ante Lisbona.<\/li>\n<li>\n  Una sorta di \u00abprimo fra pari rango\u00bb, vale a dire, un presidente cui \u00e8 riconosciuta la medesima dignit\u00e0 di vertice dell\u2019istituzione che rappresenta nell\u2019ambito di un sistema istituzionale costituito da organi di pari dignit\u00e0 o valore.<\/li>\n<\/ol>\n<p>39 La presidenza del Consiglio \u00e8 esercitata a turno dagli Stati membri dell&#8217;UE ogni sei mesi. Durante ciascun semestre, presiede le riunioni a tutti i livelli nell&#8217;ambito del Consiglio, contribuendo a garantire la continuit\u00e0 dei lavori in seno al Consiglio. Gli Stati membri che esercitano la presidenza collaborano strettamente a gruppi di tre, chiamati \u00abtrio\u00bb. Questo sistema \u00e8 stato introdotto dal Trattato di Lisbona nel 2009. Il trio fissa obiettivi a lungo termine e prepara un programma comune che stabilisce i temi e le questioni principali che saranno trattati dal Consiglio in un periodo di 18 mesi. Sulla base di tale programma, ciascuno dei tre paesi prepara un proprio programma semestrale pi\u00f9 dettagliato. Si veda la Decisione (UE) 2016\/1316 del Consiglio del 26 luglio 2016 che stabilisce le modalit\u00e0 di esercizio della Presidenza del Consiglio. In GUUE L<\/p>\n<ol>\n<li>\n  del 2.8.2016.<\/li>\n<li>\n  Ma l\u2019art. 13 TUE indica tra le altre istituzioni anche la Corte di giustizia, la Banca centrale europea e la Corte dei conti Ue.<\/li>\n<li>\n  Da ultimo mi riferisco al caso italiano relativo alle tanto dibattute concessioni balneari che, in quanto l\u2019Italia \u00e8 parte integrante del mercato unico europeo con l\u2019accettazione del regime antitrust comunitario, implicano la piena attuazione di atti e norme contenute nei trattati. In argomento il mio <em>Le concessioni balneari alla luce del diritto dell\u2019Unione europea (e della direttiva c.d. \u201cBolkestein\u201d<\/em>, Cosenza, 2023.<\/li>\n<\/ol>\n<p>8<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page9\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che negli ultimi tempi, in verit\u00e0, non si sta verificando.<\/p>\n<p>4.L\u2019altro dato che va sottolineato \u00e8 l\u2019aspetto politico della nomina\/elezione del presidente della Commissione europea che pu\u00f2 essere ricondotto alla \u00abteoria\u00bb tedesca dello <em>spitzenkandidat<\/em> o \u00abcandidato di punta\u00bb o \u00abcapolista\u00bb di un gruppo politico europeo42. Questi<em> <\/em>ultimi, con il Consiglio europeo, sin dal 2014 sono stati sollecitati a concordare un candidato presidente della Commissione europea che scaturisca (o rappresenti) dalla maggioranza ottenuta nelle elezioni parlamentari europee.<\/p>\n<p>Occorre considerare, pertanto, dal punto di vista giuridico, una serie di atti (politici) che rilevano nella questione.<\/p>\n<p>Si consideri a tal riguardo, la Dichiarazione n. 11 allegata al Trattato di Lisbona, relativa all\u2019articolo 17, paragrafi 6 e 7 TUE, che suggerisce che il Parlamento europeo e il Consiglio europeo siano congiuntamente responsabili del buon svolgimento del procedimento che porta all\u2019elezione del presidente della Commissione europea e che tra i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, si svolgano \u00abschiette\u00bb consultazioni sul profilo dei candidati alla carica di presidente della Commissione, tenendo conto delle elezioni del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo, d\u2019altro canto, ha approvato un serie di risoluzioni nelle quali ha ribadito la sua determinazione a dare seguito al processo degli <em>spitzenkandidaten<\/em> per l\u2019elezione del presidente della Commissione e sottolineato che avrebbe respinto qualsiasi candidato che non fosse stato nominato come <em>spitzenkandidat<\/em> nel periodo precedente alle elezioni del Parlamento europeo43.<\/p>\n<p>In proposito, la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo, riunitasi il 28 maggio 2019, richiamando le citate risoluzioni del Parlamento europeo, ha riconfermato la determinazione per il processo dei candidati principali, che prevede che il prossimo presidente della Commissione abbia gi\u00e0 reso noto il suo programma prima delle elezioni e si sia impegnato in una campagna su scala europea.<\/p>\n<p>Il che mi sembra una contraddizione con l\u2019applicazione della pratica dello <em>spitzenkandidat<\/em> che, come accennato, si applicherebbe tenendo conto dei risultati delle votazioni europee, quindi successivamente e non prima.<\/p>\n<p>Tuttavia, le variegate concezioni dell\u2019integrazione europea all\u2019interno del quadro istituzionale Ue sono palesemente contrapposte \u2013 per non parlare dei governi degli Stati membri \u2013 se si considera che nella riunione informale del Consiglio europeo del 23 febbraio 2018, i Capi di Stato o di governo dell\u2019Unione hanno dichiarato, in evidente dissenso con il Parlamento europeo, che non si sarebbero attenuti alla procedura degli <em>spitzenkandidaten<\/em> nella individuazione del nuovo presidente della Commissione.<\/p>\n<p>Il Consiglio europeo ha quindi ribadito la sua posizione, gi\u00e0 espressa a febbraio 2018, nel senso di non riconoscere alcun automatismo tra l\u2019indicazione dei candidati principali e la nomina del presidente della Commissione, ricordando che, secondo i trattati, il candidato a tale carica dovr\u00e0 avere sia la maggioranza qualificata in seno al Consiglio sia la maggioranza<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-11.png\" class=\"wp-image-6082\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-11.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-11-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-11-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-11-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  La prassi dei <em>spitzenkandidaten<\/em>, non prevista dai trattati, \u00e8 stata utilizzata per la prima volta nel 2014 in occasione dell\u2019elezione del Lussemburghese Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea, in quanto designato dal Partito popolare europeo (PPE) che aveva conseguito il maggior numero di seggi al Parlamento europeo.<\/li>\n<li>\n  Come la recente Risoluzione del Parlamento europeo del 22 novembre 2023 sui progetti del Parlamento europeo (P9_TA(2023)0427) intesi a modificare i trattati (2022\/2051(INL)) nella quale si sancisce (punto 6) che \u00abi ruoli del Consiglio e del Parlamento per quanto riguarda la nomina e la conferma del Presidente della Commissione siano invertiti per rispecchiare pi\u00f9 fedelmente i risultati delle elezioni europee; propone di consentire al Presidente della Commissione di scegliere i rispettivi membri in base alle preferenze politiche, garantendo al contempo l\u2019equilibrio geografico e demografico; chiede che la Commissione europea sia rinominata esecutivo europeo\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n<p>9<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page10\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>assoluta in Parlamento. Se il candidato non dovesse ottenere la maggioranza prescritta dei voti del Parlamento europeo, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata \u00abrafforzata\u00bb44, propone entro un mese un nuovo candidato, che \u00e8 eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura.<\/p>\n<p>Insomma, schermaglie vere e proprie tra il Parlamento europeo (organo di individui eletto dai cittadini) e il Consiglio europeo (organo \u00abdi Stati\u00bb rappresentati al pi\u00f9 alto livello politico-diplomatico).<\/p>\n<p>Sicuramente le votazioni del Parlamento europeo dello scorso giugno 2024, come detto, hanno avuto una valenza politica particolare rispetto alle elezioni precedenti45.<\/p>\n<p>Ma allora, posto che per la nomina\/elezione del presidente e della Commissione europea il sistema previsto dai trattati stabilisce una procedura complessa e intricata, viene spontaneo chiedersi, trattandosi di una istituzione che rappresenta la voce dei cittadini nel c.d. \u00abtriangolo istituzionale\u00bb legislativo: che peso hanno questi ultimi, ancorch\u00e9 indirettamente, nella nomina del presidente e della nuova Commissione?<\/p>\n<p>A sostegno delle perplessit\u00e0 appena segnalate, l\u2019art. 17, par. 7 TUE sancisce: \u00abtenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione. Tale candidato \u00e8 eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato, che \u00e8 eletto nuovamente dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura. Il presidente, l\u2019alto rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione del Parlamento europeo46.<\/p>\n<p>In seguito a tale <em>approvazione<\/em> (voto di fiducia?) la Commissione \u00e8 <em>nominata<\/em> dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata\u00bb47.<\/p>\n<p>Anche in questa procedura cos\u00ec eterogenea e in (poca) parte democratica, traspare la sfiducia dei redattori del Trattato di Lisbona, giacch\u00e9 preferirono affidare l\u2019ultima decisione al Consiglio europeo e non gi\u00e0 all\u2019Assemblea eletta dai cittadini.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2, in verit\u00e0, e per onor del vero, accadeva anche prima dell\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona.<\/p>\n<p>Il Consiglio europeo, quindi, \u00abpropone\u00bb e il Parlamento europeo (non dispone!) meramente \u00abapprova\u00bb il candidato, per di pi\u00f9 in modo transitorio in quanto la sua approvazione non \u00e8 esecutiva, giacch\u00e9 sottoposta all\u2019ulteriore definitivo passaggio decisionale del Consiglio europeo48. Tutt\u2019al pi\u00f9, sarebbe stato pi\u00f9 esaudiente e democraticamente corretto l\u2019opposto: il Consiglio europeo propone e il Parlamento democraticamente eletto, in ultima battuta, attribuisce la fiducia al futuro esecutivo eurounionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-12.png\" class=\"wp-image-6083\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-12.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-12-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-12-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-12-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  La maggioranza qualificata \u00abrafforzata\u00bb \u00e8 raggiunta se sono soddisfatte contemporaneamente due condizioni: almeno il 72% degli Stati membri vota a favore (in pratica ci\u00f2 equivale ad almeno 20 paesi su 27); gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione dell&#8217;UE.<\/li>\n<li>\n  Sugli ultimi risvolti post elezioni si veda il punto di vista di C. CURTI GIALDINO, <em>Le alternative alla Von der Leyen sono solo nel PPE<\/em>, intervista di Maria Scopece del 21 giugno 2024, in https:\/\/www.policymakermag.it\/dal-mondo\/le-alternative-alla-von-der-leyen-sono-solo-nel-ppe-parla-il-prof-carlo-curti-gialdino\/<\/li>\n<li>\n  Le audizioni dei candidati alla carica di Commissario nel Parlamento europeo sono molto rigide e impegnative. Cos\u00ec, non in un caso, i candidati <em>in pectore<\/em> furono sostanzialmente bocciati; come l\u2019italiano Rocco Buttiglione nel 2004 che avrebbe dovuto far parte della Commissione europea presieduta dal Portoghese Barroso.<\/li>\n<li>\n  Corsivi aggiunti.<\/li>\n<li>\n  Come sancisce l\u2019art. 17, par. 7, ultima frase TUE, in seguito a tale approvazione la Commissione \u00e8 \u00abnominata dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata.<\/li>\n<\/ol>\n<p>10<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page11\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Tuttavia, a contemperare (in parte) gli interessi del Parlamento europeo (e dei cittadini europei), ai sensi dell\u2019art. 17, par. 8 TUE, \u00e8 da sottolineare il rapporto di affidamento (politica) tra la Commissione europea e il Parlamento europeo. La Commissione, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo, una sorta di assicurazione politica (e di controllo) del Parlamento sull\u2019\u00abesecutivo\u00bb eurounionale.<\/p>\n<p>Dal che, il Parlamento europeo pu\u00f2 votare una mozione di censura (sfiducia?) della Commissione secondo le modalit\u00e0 di cui all\u2019articolo 234 TFUE49. Se tale mozione \u00e8 adottata, i membri della Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni e l\u2019alto rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza si dimette da vicepresidente della Commissione50.<\/p>\n<p>4.In applicazione del metodo dello <em>spitzenkandidat<\/em>, rilevanti sono state le consultazioni della presidente della Commissione europea per il conseguimento di una nuova \u00abmaggioranza Ursula\u00bb, vale a dire, un \u00abcampo largo\u00bb per usare un\u2019espressione alla moda oggi in Italia, che invero ha funzionato nel 2019, e che ha visto una sorta di riedizione dell\u2019inedita alleanza del 201951. Stavolta sono stati i Verdi ad appoggiare Popolari, Liberali e Renew52.<\/p>\n<p>Tuttavia, nelle ultime elezioni 2024 ci sono state delle novit\u00e0, non solo nei risultati delle votazioni, bens\u00ec anche sul piano matematico; novit\u00e0 di rilievo che vanno in questa sede quanto meno citate.<\/p>\n<p>Fino alle elezioni di giugno 2024 il Parlamento europeo constava di 705 deputati. Nella odierna Assemblea sono eletti 15 deputati in pi\u00f9 portando i seggi totali del Parlamento europeo a 720 per la legislatura 2024-202953.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-13.png\" class=\"wp-image-6084\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-13.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-13-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-13-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-13-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  La mozione di censura \u00e8 approvata a maggioranza di due terzi dei voti espressi e a maggioranza dei membri che compongono il Parlamento europeo; i membri della Commissione rimangono in carica e continuano a curare gli affari di ordinaria amministrazione fino alla loro sostituzione conformemente all&#8217;articolo 17 TUE. In questo caso\u201a il mandato dei membri della Commissione nominati per sostituirli scade alla data in cui sarebbe scaduto il mandato dei membri della Commissione costretti a dimettersi collettivamente dalle loro funzioni.<\/li>\n<li>\n  A proposito di presidenti nelle istituzioni UE. Senza voler scendere nel dettaglio di altri organi\/istituzioni (ad es. l\u2019Alto Rappresentante PESC) va segnalato che dalle prossime elezioni europee dovranno scaturire tre nuovi presidenti \u00abstabili\u00bb, i cc.dd. \u00abtop jobs\u00bb: Parlamento europeo, Commissione e, in quanto in scadenza, anche il presidente del Consiglio europeo. Sul punto ancora C. CURTI GIALDINO, <em>Le alternative alla Von der Leyen sono solo nel PPE<\/em>, cit.<\/li>\n<\/ol>\n<p>51 Editoriale del Movimento europeo dell\u201911 marzo 2024 intitolato \u00abDal caos al nuovo ordine europeo\u00bb in https:\/\/www.movimentoeuropeo.it\/blog\/editoriali\/9-uncategorised\/2810-newsletter-11-marzo-2024-l-editoriale<\/p>\n<ol>\n<li>\n  Quindi, analizzando i soli numeri, pi\u00f9 in generale, una eventuale nuova maggioranza Ursula disporrebbe di circa 400 voti su 361 necessari. Ma il dato numerico non prevale sul dato politico e sulla votazione segreta potendosi sempre prevedere un numero di \u00abfranchi tiratori\u00bb.<\/li>\n<li>\n  I deputati intendono mantenere una riserva di 28 seggi per i membri che potrebbero essere eletti in una futura circoscrizione elettorale transnazionale, in linea con la proposta del Parlamento sulla legge elettorale eurounionale (che verr\u00e0&#8230;) che si trova sul tavolo del Consiglio. I deputati avvertono che qualsiasi ulteriore ritardo nei lavori del Consiglio su questa riforma sarebbe contrario al principio di leale cooperazione, poich\u00e9 la decisione del Consiglio avrebbe un impatto sulle elezioni del Parlamento europeo e appunto sulla sua composizione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>11<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page12\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>Occorre ricordare che, dopo Lisbona, l\u2019art. 14 TUE sancisce, par. 2., che il numero dei deputati non pu\u00f2 essere superiore a settecentocinquanta, pi\u00f9 il presidente. La rappresentanza dei cittadini \u00e8 garantita in modo \u00abdegressivamente\u00bb54 proporzionale, con una soglia minima di sei membri per Stato membro e una soglia massima di novantasei seggi55.<\/p>\n<p>In questa occasione Consiglio europeo e Parlamento hanno trovato una posizione comune56.<\/p>\n<p>A sollecitare il dibattito interistituzionale \u00e8 stata la relazione del Parlamento europeo del 15 giugno 202357, che il Consiglio europeo ha usato come base per la sua proposta di modifica del numero dei deputati58. Essa di fonda essenzialmente sui cambiamenti demografici nell\u2019Unione europea rispetto alle elezioni del 2019 con riguardo del principio della \u00abproporzionalit\u00e0 degressiva\u00bb.<\/p>\n<p>Il che, invero, non esclude una previa manovra espressamente pensata in relazione al conteggio dei voti espressi dai cittadini europei (una maggioranza pi\u00f9 complessa da delinearsi)59.<\/p>\n<p>Tuttavia, la storia delle elezioni europee, del presidente e della Commissione ci insegnano che nulla<\/p>\n<ul>\n<li>\n    deciso prima della decisione finale, stante il voto segreto in aula e le audizioni parlamentari dei candidati al ruolo di Commissario UE. Va ricordato, infatti, che la designazione del Commissario da parte dei governi degli Stati membri non \u00e8 esecutiva fino a che il Parlamento europeo non approva la candidatura durante specifiche e dettagliate audizioni60.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La chiave di volta per la costituzione della futura Commissione come ipotizzata dalla presidente eletta non sar\u00e0 cosa semplice61. Da un lato, la scelta di circoscrivere la coalizione ai soli gruppi europeisti pi\u00f9 omogenei, dall\u2019altro, estenderla a membri meno europeisti ma con i quali un dialogo \u00e8 comunque<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-14.png\" class=\"wp-image-6085\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-14.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-14-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-14-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-14-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  Virgolette aggiunte per sottolineare la qualit\u00e0 scadente delle traduzioni.<\/li>\n<li>\n  I seggi aggiuntivi saranno assegnati come segue: Francia +2 [81]; Spagna +2 [61]; Paesi Bassi +2 [31]; Austria +1 [20]; Belgio +1 [22]; Polonia +1 [53]; Danimarca +1 [15]; Finlandia +1 [15]; Slovacchia +1 [15]; Irlanda +1 [14]; Slovenia +1 [9]; Lettonia +1 [9]. Nessuna modifica per l\u2019Italia che mantiene i suoi 76 deputati.<\/li>\n<li>\n  La proposta di decisione del Consiglio europeo \u00e8 stata adottata con 316 voti favorevoli, 169 contrari e 67 astensioni. La risoluzione che accompagna la proposta \u00e8 stata approvata con 312 voti a favore, 201 contrari e 44 astensioni.<\/li>\n<li>\n  Il Parlamento ha approvato la decisione con 515 voti a favore, 74 contrari e 44 astensioni. Comunicato stampa del 15 giugno 2023 consultabile in https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/press-room\/20230609IPR96213\/elezioni-europee-2024-il-parlamento-propone-di-aumentare-i-seggi-per-nove-paesi<\/li>\n<li>\n  Decisione del Consiglio europeo del 22 settembre 2023 che stabilisce la composizione del Parlamento europeo, in GUUE L 238 del 27 settembre 2023, p. 114ss.<\/li>\n<li>\n  In ogni caso, pur con novit\u00e0 importanti, dalle urne ne \u00e8 scaturito una conferma della precedente maggioranza con il PPE (186 voti), Socialisti &amp; Democratici (135 voti) e Liberali-Renew Europe (79 voti) a cui si sono aggiunti anche i Verdi-ALE (53 voti) in prospettiva di una maggioranza \u00aballargata\u00bb.<\/li>\n<li>\n  Con riguardo a queste audizioni parlamentari gi\u00e0 ho parlato di vera e propria calata dei candidati nella \u201cfossa dei leoni\u201d. Ricordo, a tal riguardo, il caso di Rocco Buttiglione candidato Commissario respinto dal Parlamento europeo nel 2004 per le sue posizioni troppo conservatrici sul ruolo della donna e sull\u2019omosessualit\u00e0. Ovviamente non \u00e8 stato il solo caso. Sul punto il mio <em>L\u2019Europa dei Popoli o degli Stati? L\u2019integrazione spiegata attraverso il diritto dell\u2019Unione europea<\/em>, Cosenza, 2017, p. 43ss.<\/li>\n<li>\n  Al momento in cui scriviamo la nuova Commissione europea non \u00e8 stata ancora definita.<\/li>\n<\/ol>\n<p>12<\/p>\n<p><a id=\"post-6071-page13\"><\/a><br \/>\n  Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024<\/p>\n<p>possibile e che possano essere interessati alla gestione dei dossier europei. E in questo l\u2019Italia ha un grosso e motivato interesse62.<\/p>\n<p>In ogni caso solo il tempo potr\u00e0 dirci se si \u00e8 trattato di scelte europee (sic!) oppure di mero interesse politico nazionale.<\/p>\n<p>Ovviamente, in conclusione, pur non trattandosi di una mini- riforma, \u00e8 possibile affermare che da queste ultime elezioni il futuro dell\u2019integrazione europea appare alquanto enigmatico, pi\u00f9 oscuro del passato: fermo restando il Consiglio europeo al di fuori e al di sopra del triangolo istituzionale legislativo (un Capo di governo \u00abcollegiale\u00bb?), il legislatore eurounionale \u2013 che semplifico nella Commissione europea (diritto di proposta), nel Parlamento e Consiglio come organi deliberativi \u2013 dovr\u00e0 destreggiarsi tra visioni opposte e talvolta antitetiche dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>La confermata Ursula von der Leyen (Ppe \u2013 popolari) alla guida della Commissione europea, il portoghese Antonio Costa (Pse \u2013 socialisti) nuovo presidente del Consiglio europeo e la Lituana Kaja Kallas (Renew \u2013 liberali) Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza UE, saranno in grado di risolvere le questioni interne e traghettare l\u2019Unione europea nella contesa geopolitica internazionale?<\/p>\n<p>Le uniche ipotesi che possono essere timidamente immaginate, stante il contesto politico attuale, possono essere cos\u00ec sintetizzate: a) lo stallo o l\u2019arretramento delle politiche pi\u00f9 sensibili per i governi nazionali (ad esempio l\u2019immigrazione), ovvero, a trattati invariati, b) la sublimazione del mercato, dell\u2019economia, dell\u2019energia e della tecnologia, con il risultato della rinuncia alla realizzazione di una Unione europea sempre pi\u00f9 integrata e vicina ai cittadini con il naturale corollario della riformulazione della tutela dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali.<\/p>\n<p>\u00abIl nostro destino \u00e8 nelle nostre mani. Abbiamo il talento, il coraggio e la visione per plasmare con successo il nostro futuro. La presente agenda strategica costituisce il nostro impegno comune a servire in modo inequivocabile i nostri cittadini e a realizzare il nostro obiettivo fondante di pace e prosperit\u00e0\u00bb63.<\/p>\n<p>Attendiamo alla prova dei fatti l\u2019Unione europea che verr\u00e0&#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1\" src=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-15.png\" class=\"wp-image-6086\" srcset=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-15.png 384w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-15-300x1.png 300w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-15-150x1.png 150w, https:\/\/www.ssipseminario.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/word-image-6071-15-18x1.png 18w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>\n  Sul punto rinvio alle considerazioni di C. CURTI GIALDINO, <em>Le alternative alla Von der Leyen sono solo nel PPE<\/em>, cit.<\/li>\n<li>\n  Ultima frase delle Conclusioni del Consiglio europeo del 27 giugno 2024, cit.<\/li>\n<\/ol>\n<p>13<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saggio in via di pubblicazione nella Rivista online di Diritto Pubblico Europeo (RDPE) n. 2\/2024 ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO (E CONSEGUENTE NUOVA COMMISSIONE) NELLA PROSPETTIVA DEL FUTURO DELL\u2019UNIONE EUROPEA di Massimo Fragola* Sommario: 1. Premessa. \u2013 2. Note sulle future relazioni \u00abpolitiche\u00bb interistituzionali tra Commissione e Consiglio europeo. \u2013 3. Sulla rielezione\/nomina del presidente della &#8230; <a title=\"Elezioni del Parlamento Europeo (e conseguente nuova commissione) nella prospettiva del futuro dell&#8217; Unione Europea\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/elezioni-del-parlamento-europeo-e-conseguente-nuova-commissione-nella-prospettiva-del-futuro-dell-unione-europea\/\" aria-label=\"En savoir plus sur Elezioni del Parlamento Europeo (e conseguente nuova commissione) nella prospettiva del futuro dell&#8217; Unione Europea\">Lire la suite<\/a><\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"ppma_author":[43],"class_list":["post-6071","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-focus"],"authors":[{"term_id":43,"user_id":2,"is_guest":0,"slug":"massimo-fragola","display_name":"Massimo Fragola","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f926600dc025a3d860036990925c608dd03bc422cf109b42fde13d60d942917d?s=96&d=mm&r=g","author_category":"","first_name":"Massimo","last_name":"Fragola","user_url":"","job_title":"","description":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6071"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6071\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6071"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/ppma_author?post=6071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}