{"id":6158,"date":"2024-11-22T00:25:43","date_gmt":"2024-11-21T23:25:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/?p=6158"},"modified":"2024-11-22T00:33:45","modified_gmt":"2024-11-21T23:33:45","slug":"corte-di-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ssipseminario.it\/en\/corte-di-giustizia\/","title":{"rendered":"La Corte di giustizia si pronuncia sull\u2019indennizzo in caso di acquisizione al demanio di opereinamovibili. Si tratta di un arresto determinante o solo di un primo passo?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scorso 11 luglio, la Corte di giustizia si \u00e8 di nuovo pronunciata sulle concessioni demaniali marittimecon la sentenza Societ\u00e0 italiana imprese balneari (causa C-598\/22). Anche questa volta il rinvio pregiudizialeera stato formulato da un giudice italiano. Si tratta del Consiglio di Stato, chiamato a decidere sulladomanda di annullamento di una decisione con cui il Comune di Rosignano Marittimo constatava che,alla scadenza di una concessione di occupazione, le opere costruite sulle aree del demanio marittimoerano state acquisite a titolo gratuito dallo Stato.La sentenza valuta dunque la compatibilit\u00e0 dell\u2019art. 49 del codice della navigazione con il diritto europeo,e in particolare con l\u2019art. 49 TFUE, che tutela la libert\u00e0 di stabilimento. Non rilevano le norme dellaDirettiva Bolkestein, perch\u00e9 i fatti di cui era causa erano anteriori all\u2019entrata in vigore della stessa. IlConsiglio di Stato chiedeva infatti alla Corte di valutare se \u00e8 contraria al diritto europeo una normanazionale, come l\u2019art. 49 del codice della navigazione, che impone al concessionario di cedere allascadenza, immediatamente e senza indennizzo, e salva una diversa pattuizione nell\u2019atto di concessione,le opere non amovibili realizzate nell\u2019area concessa.L\u2019art. 49 TFUE vieta infatti agli Stati membri dell\u2019Unione di imporre restrizioni alla libert\u00e0 dei cittadinidi uno Stato (incluse le imprese) di stabilirsi nel territorio di un altro Stato. Sono da considerarsi restrizionivietate anche le misure che, pur se non discriminatorie, hanno comunque l\u2019effetto di ostacolare o direndere meno attrattivo l\u2019esercizio della libert\u00e0 di stabilimento. La giurisprudenza della Corte ha per\u00f2individuato dei casi in cui le normative nazionali non costituiscono un vero ostacolo alla libert\u00e0 distabilimento. Si tratta dei casi in cui la legge nazionale si applica a tutti gli operatori che svolgono unacerta attivit\u00e0 nello Stato, senza che la legge abbia come scopo di disciplinare le condizioni di stabilimentoper lo svolgimento di tale attivit\u00e0. In tali occasioni, la Corte di giustizia ha rilevato che la legge nazionaleesercita effetti troppo aleatori e indiretti per costituire un vero e proprio ostacolo alla libert\u00e0 distabilimento.Lo stesso ragionamento \u00e8 stato applicato nel caso Societ\u00e0 italiana imprese balneari, perch\u00e9 l\u2019art. 49 del codicedella navigazione non ha ad oggetto le condizioni di stabilimento dei concessionari sul demaniomarittimo. La previsione che le opere non amovibili costruite sul demanio pubblico siano acquisite, senzaindennizzo e gratuitamente, dallo Stato costituisce peraltro l\u2019essenza stessa del principio di inalienabilit\u00e0del demanio pubblico. Di conseguenza, qualunque operatore deve prendere in considerazione taleprincipio nella propria attivit\u00e0 economica. Eventuali effetti restrittivi della disposizione nazionale sullalibert\u00e0 di stabilimento sono dunque troppo aleatori e troppo indiretti perch\u00e9 essa possa essere idonea aostacolare tale libert\u00e0.Se tale ragionamento della Corte \u00e8 pur condivisibile, ad avviso di chi scrive la sentenza presenta unulteriore ragionamento che presenta invece un profilo decisamente problematico. La Corte indica infattiche il principio di acquisizione immediata e senza indennizzo delle opere non amovibili non pu\u00f2 essereconsiderata una modalit\u00e0 di cessione forzosa delle opere in quanto l\u2019art. 49 del codice della navigazioneprevede la possibilit\u00e0 di derogare per contratto al principio stesso. La sentenza evidenzia infatti \u201cunadimensione contrattuale, e dunque consensuale\u201d della concessione di occupazione.Invece, l\u2019art. 49 del codice della navigazione indica che il principio di acquisizione immediata dei beniinamovibili pu\u00f2 essere derogato non tanto con l\u2019accordo delle parti, quanto piuttosto \u201csalvo che siadiversamente stabilito nell\u2019atto di concessione\u201d. Non vi \u00e8 dunque alcuna possibilit\u00e0 di contrattare conl\u2019amministrazione circa l\u2019acquisibilit\u00e0 o meno al demanio dei beni inamovibili. Semmai, tale deroga deveessere contenuta nell\u2019atto di concessione originario. A tal fine, quindi, il particolare regime a cui \u00e8sottoposta una concessione \u201cin deroga\u201d, deve evidentemente essere previsto anche nell\u2019atto che ha messoa gara la concessione stessa, tanto pi\u00f9 alla luce delle ormai celebri sentenze Promoimpresa e Comune diGinosa.Come \u00e8 noto, nella sentenza Comune di Ginosa, la Corte di giustizia ha ritenuto irricevibile un quesito,formulato dal TAR Lecce, circa la compatibilit\u00e0 dell\u2019art. 49 del codice della navigazione con l\u2019art. 12 dellaDirettiva Bolkestein. Non sembra per\u00f2 che la sentenza Societ\u00e0 italiana imprese balneari possa essereconsiderata come risolutiva della questione. Infatti, prima di tutto, essa non tiene in considerazione laDirettiva, in quanto la questione controversa aveva a che fare con rapporti antecedenti il momento dientrata in vigore della stessa. Ma inoltre si deve considerare che il sistema di attribuzione delle concessioniin Italia \u00e8 profondamente rinnovato dall\u2019applicazione dell\u2019art. 12 della Direttiva. Prima di allora, erapossibile rinnovare la concessione per mezzo dell\u2019applicazione del diritto di insistenza. Dunque, eraragionevole prevedere una lunga durata del rapporto concessorio, tale da permettere (quasi) certamentel\u2019ammortamento degli investimenti fatti, anche tenendo in considerazione l\u2019acquisizione al demanio deibeni inamovibili.Nel momento in cui invece il rinnovo della concessione \u2013 come evidenzia la stessa Corte di giustizia nellasentenza Societ\u00e0 italiana imprese balneari \u2013 diventa una nuova attribuzione della stessa, all\u2019esito di unaprocedura concorsuale che metta sotto un profilo di parit\u00e0 tutte le imprese offerenti, il principio diacquisizione immediata deve essere messo in una relazione di proporzionalit\u00e0 con la durata dellaconcessione stessa, ovvero ad esso devono essere previste delle deroghe, anche parziali, al fine diconsentire la possibilit\u00e0 per il concessionario uscente di ottenere un indennizzo economico per le operecompiute e ancora non ammortizzate.Sembra dunque che la sentenza non possa rappresentare che un primo passo nell\u2019ambito di un filonegiurisprudenziale ancora a venire, nel quale tuttavia la Corte di giustizia deve essere messa in condizionedi offrire un\u2019interpretazione adeguata per mezzo di questioni che siano quanto pi\u00f9 possibile pertinenti eancorate al caso specifico.Avv. Simone VenturaDottore di ricerca in diritto internazionale e dell\u2019Unione europea \u2013 gi\u00e0 professore a contrattoTitolare dello Studio legale Ventura in Roma<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 11 luglio, la Corte di giustizia si \u00e8 di nuovo pronunciata sulle concessioni demaniali marittimecon la sentenza Societ\u00e0 italiana imprese balneari (causa C-598\/22). Anche questa volta il rinvio pregiudizialeera stato formulato da un giudice italiano. Si tratta del Consiglio di Stato, chiamato a decidere sulladomanda di annullamento di una decisione con cui il &#8230; <a title=\"La Corte di giustizia si pronuncia sull\u2019indennizzo in caso di acquisizione al demanio di opereinamovibili. 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